Un sensore creato all’Università di Bari, nel dipartimento di Chimica guidato dalla professoressa Luisa Torsi, in grado di individuare una proteina “marcatore” di una malattia.

Luisa Torsi è tra le scienziate più accreditate nella comunità scientifica internazionale. Ordinario di Chimica all’Università di Bari, è professore aggiunto alla facoltà di Scienze e Ingegneria Åbo Akademi University in Finlandia, oltre che membro della Commissione di Programma per H2020 del Miur. La sua è una scoperta rivoluzionaria.

“Nei fluidi organici degli individui – ha spiegato  Torsi – sono presenti proteine che possono essere indicatori di malattia. Fino a qualche tempo fa, la comunità scientifica riteneva che il limite entro il quale una determinata proteina diventava ‘marcatore’ di malattia era un valore pari al picomolare. Al di sotto di questo livello non aveva senso indagare perché il risultato che si evinceva si pensava non fosse correlabile allo stato di salute di una persona”.

Negli ultimi tre anni la tecnologia ha quindi raggiunto traguardi inaspettati, al punto tale che al momento sembra sia possibile individuare la più minuscola quantità di una determinata proteina ‘marcatore’ presente in un fluido biologico. “Anche la Commissione europea ha teso l’orecchio verso la nostra scoperta ed ha finanziato un programma scientifico, nel quale il nostro dispositivo sarà sviluppato in un sistema di 96 sensori. Questa architettura – conclude Luisa Torsi – è indispensabile per individuare un insieme di marcatori tumorali”.


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