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La Procura di Bari ha revocato oggi la richiesta di annullamento della registrazione dell’atto di nascita di un bambino figlio di due donne. Lo rende noto il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, chiarendo che l’istanza di annullamento della registrazione anagrafica era stata inoltrata dal pool Affari civili della Procura su esplicita richiesta del Comune di Bari. «Dopo di che, però, – spiega Volpe – si è accertato, cosa che non emergeva prima, che prima di quell’iscrizione era stata trascritta l’unione civile delle due donne che era il presupposto che mancava». «La richiesta – conclude il procuratore – è stata revocata oggi perché siamo andati a verificare che il Comune poi ci aveva mandato la prova della previa trascrizione dell’unione civile, che era l’anello che mancava e che invece c’è».

I fatti

Il Comune di Bari aveva deciso di trascrivere l’atto di nascita di un bambino, figlio di una coppia di donne omosessuali, che così sono state riconosciute genitori del piccolo. Si tratta del primo caso a Bari contro il quale, però, la Procura aveva presentato ricorso. Le due donne hanno chiesto all’Anagrafe del Comune la trascrizione dell’atto di nascita, rivendicando il diritto che già altri sindaci d’Italia hanno riconosciuto. Il Comune di Bari, però, anche in ragione di una normativa non chiara sull’argomento, in un primo momento ha respinto la richiesta delle donne che per questo hanno presentato ricorso. L’udienza però non si è tenuta poiché nel frattempo l’amministrazione comunale ha rivisto la sua decisione e ha trascritto l’atto di nascita. Il provvedimento è stato impugnato dalla Procura che ha chiesto la cancellazione della trascrizione dell’atto di nascita sulla base del decreto del 2000 del presidente della Repubblica che ha introdotto una semplificazione dell’ordinamento dello stato civile. Richiesta poi annullata. (Fonte Ansa)


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