Al primo posto della sua vita c’è la politica, al servizio della sua città: lo ripete più volte Irma Melini, l’indipendente alla corsa per la poltrona da sindaco.

Ci parli un po’ di lei

“A novembre compirò 40 anni. Sono sposata da 9 anni. Ho un carattere tempestoso, determinato, indipendente, forse anche troppo: la scelta di uscire tre anni fa da Forza Italia e di non riaccasarmi alla fine convergeva in questa candidatura che doveva appunto essere indipendente”.

A chi ha detto per la prima volta di volersi candidare a sindaco?

“A mio marito.  Lui è stato sempre convinto di questa scelta, scelta più vicina a me, al mio carattere, al mio modo di vivere la politica”.

Quando si è avvicinata per la prima volta alla politica?

“Nel 2000 entrai nello staff del senatore Ettore Bucciero, mio padrino politico, che poi mi ha candidato in An da perfetta sconosciuta alla circoscrizione Madonnella. Io sono sempre stata fedele. Non ho mai cambiato partito. An si è trasformata in Pdl e poi Pdl in Forza Italia. Ecco perché sono stata in Forza Italia. Da dove ho scelto di uscire perché non c’era più la dirigenza a cui ero abituata io. An era strutturato, mentre dopo in Forza Italia ho trovato grandi personalismi e poca squadra”.

Il suo impegno in politica ha avuto ripercussioni nella sua vita privata?

“Tanto. Tutte le persone che mi vogliono bene si sono adeguate al mio stile di vita. Sono stata sempre una grande lavoratrice per la politica. Che è stata sempre al primo posto nella mia vita”.

Non le manca quello che c’è al di là della politica?

“Io sono fatta così. Sono una donna innamorata della mia città e la mia storia lo dimostra.  Sono vent’anni che sono in politica: è la mia vita. E ho deciso di candidarmi da indipendente con una lista di persone motivate, con esperienze una diversa dall’altra, che possono davvero dare moltissimo. Nella mia lista non c’è ombra di voto di scambio: siamo persone semplici con spirito di devozione per una città che deve cambiare”.

La sua famiglia cosa ne pensa del suo porre la politica al primo posto nella sua vita?

“Le mie scelte sono costate sacrificio a mia madre, alle mie amiche di infanzia, a mio marito. Ma loro sanno che è questo quello che più mi piace. Certo, c’è qualcuno che mi ha abbandonato per strada, ma le amicizie vere rimangono sempre. Sono una che se chiami quando stai male, c’è sempre. Non ci sono per la quotidianità ma per le emergenze sempre. E a me va bene così. Cerco comunque di mantenere i contatti con le mie vere amiche. Siamo un gruppo di ragazze: ci conosciamo da quando avevamo sette anni. Siamo in contatto su whatsapp e appena possiamo ci vediamo”.

Quali sono i punti a cui tiene particolarmente del suo programma?

“Welfare e commercio: sono due passaggi imprescindibili. Per il Welfare mi sono vergognata di non essere riuscita a dare risposte da consigliere, ritengo che il sistema vada modificato. Così come è importante puntare sul commercio. Il commercio è lavoro, sicurezza. Noi proponiamo la tassa di soggiorno per i servizi ai turisti: così offriamo più lavoro ai baresi e con quei soldi miglioriamo proprio l’accoglienza della città. Senza dimenticare il rilancio dei negozi di vicinato con politiche mirate municipio per municipio”.

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