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Il dramma di Taranto, bambini malformati oltre l’eccesso: “Registrati 600 casi tra il 2002 e il 2015”

Pubblicato da: Vincenzo Damiani | Gio, 6 Giugno 2019 - 10:30
Ilva

Bambini malformati oltre l’eccesso con 600 casi congeniti registrati tra il 2002 e il 2015. È quanto emerge dall’aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri, pubblicato sul sito Epidemiologia e prevenzione, che conferma le anticipazioni emerse nel rapporto di Valutazione del danno sanitario per lo stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto.

Nel periodo 2002-2015, si legge nel V Rapporto, «sono stati osservati 600 casi con malformazione congenita (MC), con una prevalenza superiore all’atteso calcolato su base regionale (O/A: 109; IC90% 101- 116). Sono risultate superiori al numero di casi attesi le MC del sistema nervoso e degli arti. L’eccesso del 24% osservato per le MC dell’apparato urinario è ai limiti della significatività statistica». L’osservazione è sui nati da 25.853 residenti nel Sin di Taranto.

Lo Studio Sentieri evidenzia che «gli indicatori qui presentati sono basati sui dati delle SDO (schede di dimissioni ospedaliere) filtrati con specifico algoritmo. Tali dati consentono tuttavia di analizzare solo i casi di MC nati, non comprendendo pertanto i casi con MC oggetto di interruzione volontaria di gravidanza (IVG)». Poiché «per le Malformazioni congenite del sistema nervoso – si aggiunge – è stimabile una percentuale di casi oggetto di IVG intorno al 50%, le stime di rischio riferite ai soli nati vivi per questo gruppo di MC richiede una interpretazione prudente. L’attivazione del neo-istituito Registro regionale delle Malformazioni congenite raccoglierà anche i casi di MC da Interruzione volontaria di gravidanza consentendo pertanto una stima più accurata degli indicatori di rischio delle Malformazioni congenite».

Non solo: “La mortalità generale e quella relativa ai grandi gruppi è, in entrambi i generi, in eccesso. Nella popolazione residente risulta in eccesso la mortalità per il tumore del polmone, mesotelioma della pleura e per le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne”.

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