Circa 145mila famiglie pugliesi hanno dichiarato di non avere i soldi per curarsi, solamente 2 pugliesi su 10, dopo un periodo di ricovero in ospedale, hanno detto di potersi ritenere soddisfatti dell’assistenza ricevuta. Complessivamente, il sistema sanitario pugliese viene “rimandato” dall’analisi dell’istituto Demoskopika: lo studio colloca la sanità pugliese all’ultimo posto dell’area delle “regioni influenzate”, al confine con la bocciatura.

Sono, infatti, tre le classificazioni: regioni sane, regioni influenzate e, infine, regioni malate. Lo studio Demoskopika – incrociando ed elaborando i dati forniti dal ministero della Salute e da quello dell’Economia, dall’Istat e Inps – valuta otto indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, democrazia sanitaria e speranza di vita. La classifica generale vede al primo posto il Trentino Alto Adige, premiato come migliore sanità in Italia, seguito a ruota da Emilia Romagna e Veneto. “Maglia nera” alla Calabria, preceduta di poco da Campania e Sicilia. La Puglia, per pochissimi decimi di punto, riesce ad evitare l’inserimento tra le regioni malate e si colloca al sestultimo posto tra quelle “influenzate”.

I viaggi della speranza

Nel 2017 sono stati oltre 319 mila i “viaggi della speranza” sanitaria dal Sud – stesso dato dell’anno precedente – che hanno generato bilanci in rosso per 1,2 miliardi di euro per le regioni. I meridionali confermano la loro diffidenza a curarsi nei loro sistemi sanitari: nei 12 mesi del 2017, la migrazione sanitaria dal Sud può essere quantificabile in oltre 319 mila ricoveri generando crediti principalmente nelle realtà sanitarie di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto pari complessivamente a oltre 1,1 miliardi di euro. In particolare, rileva Demoskopika, con un indice medio di “fuga” pari al 10,7%, il Sud si colloca in fondo per attrattività sanitaria dopo le realtà regionali del Centro con un indice di fuga pari all’8,8% e del Nord (6,8%). La regione in cui più forte il fenomeno è il Molise con un indice pari al 28,1%, la Puglia è a metà classifica con un indice del 10,4%

Disagio economico

Nel 2017, inoltre, secondo lo studio, quasi 1,6 milioni di famiglie italiane, di cui il 60% concentrate nel Mezzogiorno, hanno dichiarato di non avere i soldi, in alcuni periodi dell’anno, per potersi curare. In Puglia il fenomeno ha riguardato 145mila famiglie (9,1% del totale): sono soprattutto le famiglie calabresi (14,9%) quelle più in difficoltà, seguono la Sicilia (14,2%, 283 mila famiglie), la Campania (10,3%), la Basilicata (9,2%) e, quindi, la Puglia (9,1%).

Soddisfazione dei pugliesi

Circa 3 italiani su 10 (31,7%) dichiarano di essere soddisfatti dei servizi sanitari legati ai vari aspetti del ricovero: assistenza medica, assistenza infermieristica, vitto e servizi igienici. In coda a questa graduatoria si colloca la Puglia (17% e 86,4 punti); i più “appagati” vivono in Trentino Alto Adige (116,6 punti), con oltre la metà tra coloro che hanno dichiarato – secondo Istat – almeno un ricovero nei tre mesi precedenti l’intervista, di avere un li vello medio di soddisfazione per vari aspetti del ricovero pari al 53,2%. A seguire Valle d’Aosta (111,3 punti), Friuli Venezia Giulia (111,2 punti), Molise (110,1 punti), Umbria (109,8 punti) e Emilia Romagna (107,6 punti). Distanze più significative nei livelli di soddisfazione dei servizi sanitari sono stati espressi, inoltre, per il Veneto (106,1 punti), la Toscana (104,5 punti), la Lombardia (103,6 punti), l’Abruzzo (102,6 punti), la Liguria (101,6 punti), il Piemonte (100,8 punti) e le Marche (99,2 punti).

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