Una catena per legare la ruota posteriore, un’altra per agganciare il telaio e il cerchio anteriore al palo. Magari un terzo lucchetto in difesa del sellino. Lasciare la bicicletta in strada a Bari è una sfida quotidiana: c’è il rischio furto, anche di piccoli pezzi come luci e componenti di plastica. Negli anni il sito del Ciclospazio ha redatto una mappa degli episodi certificati in città, soprattutto nel Policlinico, Politecnico e quartiere Murat.

A questo si aggiunge la difficoltà, da via Sparano a Japigia (foto anteprima), di reperire una rastrelliera o strutture apposite dedicate alle due ruote. Magari col supporto della videosorveglianza, spesso le rastrelliere sono inadeguate: troppo basse, consentono di assicurare solo una ruota ma è quasi sempre assente l’archetto in metallo per il telaio.

E così i ciclisti urbani “parcheggiano” su infrastrutture e arredi urbani. Nel caso di Japigia, a poca distanza dal nuovo ponte di viale Traiano due bici sono state incatenate alle inferiate lungo i binari, poggiate su un muretto. Anche nella strada dello shopping, via Sparano, i pali dell’illuminazione diventano stalli verticali. La carenza di posti bici riservati si riscontra anche nei luoghi istituzionali e nella aziende municipalizzate.

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