Una mattinata “estiva” a inizio novembre con temperature oltre la media stagionale (fino a 22 gradi), venti deboli di scirocco e mare calmo. A Bari, come su gran parte del Mezzogiorno, sembra che la stagione autunnale non voglia iniziare: nelle ultime ore l’Italia è divisa in due tra le prime nevicate in Trentino, i temporali dalla Toscana alla Campania, mentre sul versante Adriatico perdura l’alta pressione. Già da domani però è previsto un leggero peggioramento con piogge attese nel pomeriggio.

Il bel tempo odierno ha accontentato decine di turisti stranieri e croceristi del nord Europa che hanno trascorso qualche ora sulla spiaggia pubblica di Pane e pomodoro nel capoluogo pugliese (foto anteprima). In molti hanno deciso di tuffarsi in mare per poi godere del sole in completo relax distesi sulla battigia. A poca distanza, anche un gruppetto di pescatori baresi si sono dati appuntamento sul lungomare Nazario Sauro: “Anche se ci sono pochi pesci qui approfittiamo del bel tempo che ci regala la nostra città”, commentano tra un lancio della canna da pesca e l’altro.

Un clima “pazzo” anche a livello globale. Le temperature medie in tutto il mondo per il mese di ottobre 2019 sono state le più calde mai registrate. Lo rende noto in un comunicato il Copernicus Climate Change Service (C3S), gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) per conto dell’Unione Europea. Ottobre è il quinto mese consecutivo che vede temperature da record o estremamente elevate.

Nel mese di ottobre 2019 sono state più calde di 0,69 gradi Celsius rispetto alla media del periodo dal 1981 al 2010, aggiudicandosi il record per l’ottobre più caldo mai registrato. In gran parte dell’Artico sono state registrate temperature molto al di sopra della media. In tutta Europa sono state registrate temperature generalmente superiori alla media, ad eccezione della maggior parte delle zone del nord e del nord-ovest del continente. Gran parte degli Stati Uniti occidentali e del Canada hanno registrato temperature molto inferiori alla media. Copernicus Climate Change Service (C3S) pubblica ogni mese bollettini climatici che riportano i cambiamenti osservati nella temperatura globale dell’aria in superficie e in altre variabili climatiche. Tutti i risultati si basano su analisi meteorologiche generate da modelli numerici di previsione meteorologica, che si avvalgono di miliardi di misurazioni provenienti da satelliti, navi, aerei e stazioni meteo dislocate in tutto il mondo.

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