La Corte di Assise di Bari ha condannato alla pena di 22 anni di reclusione il 33enne barese Marco Basile, imputato di omicidio volontario e occultamento del cadavere dell’ex compagna, la 48enne Donata De Bello, il cui corpo senza vita fu trovato il 13 luglio 2017 nella casa al quartiere Madonnella di Bari dove la coppia aveva convissuto.

Il corpo, che presentava ferite di arma da taglio, fu trovato chiuso in un armadio nella camera da letto, avvolto in un cellophane e poi in un tappeto e legato con delle corde. Nel processo si sono costituiti parti civili i quattro fratelli e l’ex marito con il figlio minorenne della vittima, rappresentati dagli avvocati Nicola Quaranta, Roberto Di Marzo e Giuseppina Maritato. L’imputato è stato condannato anche al risarcimento danni, con provvisionali immediatamente esecutive quantificate in 100 mila euro per il figlio minore delle vittima e in 50 mila per ciascun fratello.

Stando alle indagini dei carabinieri, coordinati dal pm Giuseppe Dentamaro, Basile uccise la ex compagna al termine di un violento litigio, culminato con una coltellata alla giugulare della donna. I difensori dell’imputato, gli avvocati Stefano Remine e Massimo Guarini, hanno sempre sostenuto che era la vittima ad impugnare il coltello e che quindi si sarebbe trattato di un fatto accidentale. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.

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