Tra il 2017 e il 2019 i carabinieri, sul territorio nazionale, hanno incrementato il contrasto al caporalato: +260 per cento in due anni, rispetto ai periodi precendenti, con 756 persone deferite all’Autorità Giudiziaria nell’ultimo biennio (di cui ben 164 in stato d’arresto).

Oltre 28.000 aziende controllate e 5.000 denunce in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, recuperate per evasioni contributive somme pari a 30 milioni di euro: sono solo alcuni dei principali risultati delle attività dispiegate, in ambito nazionale, dalle task-force dei Carabinieri delle Unità Specializzate e delle Stazioni territoriali.

Il fenomeno in Puglia è legato in parte alla produzione agricola, soprattutto quella dei pomodori. Lo scorso 29 giugno, i militari effettuarono due arresti nel Foggiano dopo un esposto della Flai Cgil di Foggia, nel quale venivano indicate una serie di aziende che, dai controlli del sindacato, presentavano anomalie.

E’ stata così scoperta la ditta foggiana dei fratelli Domenico e Aldo Giordano, rispettivamente di 50 e 48 anni, arrestati e posti ai domiciliari con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Domenico è il titolare, mentre Aldo è un dipendente dell’azienda. Quest’ultimo aveva il compito non solo di reclutare manodopera, ma anche di gestire i rapporti diretti con i braccianti. Ventiquattro gli extracomunitari, quasi tutti nord africani, che venivano impegnati irregolarmente nella loro azienda. Nello specifico i braccianti percepivano 5 euro l’ora e lavoravano sette giorni su sette. Inoltre dal compenso mensile veniva detratta la somma di 40 euro, una sorta di affitto da versare per alloggiare nei container messi a disposizione dei migranti proprio dai due fratelli Giordano.

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