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Banca Popolare di Bari chiede aiuto al Fondo interbancario: ci sarà intervento Stato

Pubblicato da: redazione | Ven, 6 Dicembre 2019 - 08:45
Banca Popolare Di Bari

La Banca Popolare di Bari bussa al Fondo interbancario di Tutela dei Depositi e avanza formalmente una prima richiesta di aiuto al sistema bancario per coinvolgerlo in un piano di salvataggio che, attraverso MedioCredito Centrale (Mcc), vedrà il coinvolgimento anche dello Stato e per il quale potrebbe essere necessaria una manovra da un miliardo di euro. Sul tavolo del comitato di gestione del Fitd, viene riferito in ambienti bancari, è arrivata da Bari «una rappresentazione della situazione aziendale di difficoltà in vista di un possibile intervento».

Al momento si tratta di «un’istanza» generica, che andrà integrata con un piano industriale «più raffinato» da cui «emerga un fabbisogno di capitale». Della richiesta è stata data un’informativa ai consiglieri in attesa che il quadro complessivo dell’intervento, a cui stanno lavorando Bankitalia e il Mef, si chiarisca. La manovra che il governo sta mettendo a punto prevede la discesa in campo, quale partner industriale, di Mcc, che per poter intervenire andrà però prima ricapitalizzato. Anche l’ammontare dell’intervento appare al momento incerto, specialmente perché non è ancora chiaro se la banca pugliese potrà avvalersi delle agevolazioni fiscali introdotte dal Dl crescita per stimolare le fusioni e che potrebbero valere fino a 500 milioni di euro in crediti d’imposta. Sul tema è in corso una interlocuzione tra Mef e Commissione Europea, che potrebbe stoppare la misura considerandola un aiuto di Stato. I tempi del salvataggio sembrano abbastanza stretti, con il governo che potrebbe inserire la cornice normativa dell’intervento misto pubblico (Mcc)-privato (Fitd) nella manovra. Se l’intervento andrà a buon fine la Popolare di Bari varerà la trasformazione in spa e, grazie al nuovo capitale, tornerà a rispettare i requisiti fissati da Bankitalia e potrà cedere buona parte del suo fardello di crediti deteriorati, che a fine giugno registravano, anche a livello netto, un rapporto altissimo rispetto al totale del portafoglio crediti (15,5%).

Da due giorni i 70 mila soci della banca sono impossibilitati a vendere le loro azioni dopo che il mercato HI-MTF, dove i titoli erano quotati, ha deciso di «sospendere temporaneamente» le negoziazioni, peraltro già ridotte al lumicino dall’assenza di compratori, in attesa di «nuovi sviluppi» sulle trattative in corso con Mcc e il Fitd. Intanto, secondo Repubblica, la Procura di Bari starebbe indagando, su segnalazione di Bankitalia, sull’ad Vincenzo de Bustis in merito a una fallita operazione di rafforzamento patrimoniale che avrebbe dovuto coinvolgere una società maltese.

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