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De Bustis: “La Banca Popolare di Bari ha bisogno di un miliardo di ricapitalizzazione”

Pubblicato da: redazione | Mar, 10 Dicembre 2019 - 14:30
VINCENZO DE BUSTIS BANCA POPOLARE DI BARI

La Banca Popolare di Bari ha bisogno di una ricapitalizzazione compresa tra 800 milioni di euro e 1 miliardo. A confermarlo in un’intervista al Corriere della Sera è il suo amministratore delegato, Vincenzo De Bustis, in carica da fine 2018.

«La banca ha perso un miliardo di euro e lo si può attribuire per una parte alla recessione ma per un’altra a una gestione creditizia al di fuori delle regole, negli ultimi tre o quattro anni. Gli stessi revisori di Pwc – spiega nell’intervista – hanno registrato un aggiramento delle norme. Abbiamo montagne di documentazione al riguardo». De Bustis parla di una vera e propria «enclave ristretta», che negli ultimi tre o quattro anni di «mala gestione» ha preso decisioni all’oscuro di tutti, cda e collegio sindacale. «Hanno prevalso – dice – vere e proprie patologie». Di tutto questo, De Bustis ha tenuto informate le autorità, «inclusa la Banca d’Italia».

Ieri, «il comitato pianificazione del consiglio ha deciso di mettere in agenda al consiglio di giovedì l’avvio dell’azione di responsabilità. Mi aspetto che passi senza problemi». Secondo il manager, che aveva già lavorato in banca fino al 2014, il rilancio di Banca Popolare di Bari, «si può fare». Lo schema di intervento a cui si sta lavorando con Fitd e Mediocredito centrale replicherebbe quello già visto in Carige, oggi sulla strada del risanamento. Anche se, osserva, «le operazioni si fanno a condizioni di mercato, non c’è altro sistema». Al momento, gli azionisti della Popolare di Bari hanno visto il valore delle azioni in loro possesso ridursi progressivamente fino a poco più di due euro, dai 9 euro di qualche anno fa. Perderanno tutto? «Cercheremo – risponde – di renderli partecipi dei margini positivi che emergeranno da una bad bank che assorba ai giusti prezzi i crediti cattivi della banca». È possibile il taglio di 800 posti di lavoro, ma senza licenziamenti. «In tutte le banche c’è un 20-25% di dipendenti di troppo. Noi ne abbiamo circa tremila e dovremo ridurli di circa ottocento».

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