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Adiconsum aveva già segnalato alle autorità preposte alla vigilanza (Banca d’Italia e Consob), che l’Istituto evidenzia un preoccupante squilibrio tra patrimonio e crediti deteriorati e che il mercato per scambiare i titoli della Banca si è di fatto congelato da solo. Per questo è stato stilato un vademecum in difesa dei correntisti.

Dal 2017 sono state scambiate azioni per solo 800mila euro, con prezzi di negoziazione da allora deserti ed il cui corso, prima della sospensione dei giorni scorsi, viaggiava intorno ai 2 euro contro i 9 euro del prezzo di carico di moltissimi azionisti. I risparmiatori, azionisti e obbligazionisti, sono rimasti imbrigliati, nell’impossibilità di vendere i titoli comprati a caro prezzo e che, insieme ai dipendenti, rischiano di essere coloro che pagheranno il conto più alto.

Attualmente, nel decreto recante misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimento con cui il Governo interverrà sulla Banca Popolare di Bari, si prospetta una scissione con costituzione di una nuova società.
Gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati che ad oggi non hanno contestato formalmente (con pec o raccomandata A/R) la richiesta di risarcimento del danno per quanto hanno investito in tali strumenti finanziari, debbono procedere con urgenza. Se prima della costituzione di tale newco, gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati non avranno contestato il danno subito dalla vecchia banca (Banca Popolare di Bari), sarà molto più difficile ottenere eventuali risarcimenti, come accaduto nella risoluzione delle 4 banche andate in default.
Adiconsum continuerà a sollecitare:
  • le istituzioni e le Autorità di vigilanza, affinché i risparmiatori vengano adeguatamente preservati dai rischi rivenienti dalla situazione di estrema criticità che si è venuta a determinare;
  • che le indagini della Procura facciano il loro corso individuando i responsabili della gestione di questo ennesimo episodio di risparmio tradito;
  • che vengano tutelati i lavoratori della Banca oggetto di importanti azioni di pressione commerciale;
  • che il rilancio della Banca abbia effetti positivi sul territorio e le imprese pugliesi già martoriati dalla crisi economica, dalle criticità del settore siderurgico con il suo indotto.

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