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L’iniziativa della Conferenza episcopale italiana a Bari, per la pace nel Mediterraneo, vedrà la partecipazione di 60 vescovi rappresentanti i Paesi dell’area. I presuli si divideranno in otto tavoli di lavoro per dare la possibilità a tutti di portare la propria testimonianza.

«Sarà un lavoro intenso, c’è un gruppo incaricato di raccogliere i risultati per la stesura di un documento comune», ha riferito in una conferenza stampa il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo. L’evento che comincerà il 19 febbraio sarà chiuso domenica 23 dall’intervento del Papa. Nel corso dei lavori del Consiglio Permanente dei vescovi italiani sono stati approfonditi contenuti e organizzazione dell’Incontro di riflessione e spiritualità per la pace nel Mediterraneo (Bari, 19-23 febbraio 2020). «L’evento – dal carattere fortemente simbolico – riunisce 60 rappresentanti delle Chiese di 20 Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum; la presenza del Santo Padre, domenica 23 febbraio, rafforzerà la fraternità tra i Vescovi, nella condivisione di gioie e fatiche che vivono i popoli del ‘grande lago di Tiberiade, secondo la definizione di Giorgio La Pira», sottolinea il comunicato finale.

Nel dibattito che ne ha arricchito la presentazione, è stata condivisa l’opportunità di questa iniziativa che, secondo le parole del cardinale presidente Gualtiero Bassetti nell’Introduzione, «cade in un momento di crisi»: «La guerra, in più punti del Mediterraneo, è l’esito di scelte miopi e interessate, dalle quali non sono estranee nuove logiche coloniali, avanzate dalle grandi potenze». Per questo, è stato detto, «l’incontro impegna a recuperare le radici culturali che hanno innervato la storia del Mediterraneo e dell’Europa». Ne nasce «la responsabilità di uno sguardo profetico, che aiuti a leggere questa opportunità di confronto e condivisione come ‘un piccolo segno dei tempì, per osare la pace e fondarla sul diritto, la giustizia sociale, la riconciliazione, la salvaguardia del creato». Le giornate di Bari – che vedono coinvolta la Diocesi nel cammino di preparazione e organizzazione – saranno impostate su «un approfondito e fraterno scambio su due grandi tematiche specifiche, per verificare fino a che punto ci sono visioni e valutazioni condivise per un necessario discernimento evangelico, per creare maggiori legami tra le Chiese, dando impulso all’evangelizzazione e contribuendo alla pace e alla giustizia nei diversi Paesi». L’intento è arrivare a mettere a fuoco proposte concrete e fattive. In vista di questo appuntamento è stato chiesto alle Madri Superiore dei Monasteri d’Italia e alle loro Comunità di accompagnare spiritualmente la preparazione e Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali la realizzazione dell’incontro. Medesimo coinvolgimento è affidato alle parrocchie, a tutte le comunità di vita consacrata, alle associazioni e ai movimenti.


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