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“La delusione è troppa ma l’essere stato preso in giro è molto peggio della defaillance economica”. Lo racconta a Borderline24 il medico barese Alfredo Logroscino, uno dei 70mila azionisti della Popolare di Bari che rischiano di perdere tutti i soldi investiti nell’istituto bancario al centro della bufera mediatica tra l’indagine della Procura di Bari e il salvataggio ancora da ultimare del governo Conte bis.

Con i titoli ridotti quasi a carta straccia, le azioni sono passate inizialmente da 9,50 euro a a 7,50 euro (nel 2015) fino ad appena 2,80 euro secondo l’ultimo aggiornamento. Poi la promessa “del passaggio della Popolare di Bari a Spa per migliorare gli introiti e risollevare le quotazioni delle azioni decadute, a rischio crac”.

“Facile immaginare la delusione mia e di chi mi sta intorno – aggiunge nel video in basso Alfredo Logroscino (video in basso) – nel vedere volatilizzare gran parte dei risparmi che la banca faceva invece sembrare che fossero molto appetibili. Devo premettere che il discorso nasce da parecchio lontano con la successione dei risparmi dei miei genitori che avevano messo da parte delle azioni in regalo. E allo stesso tempo ho trasformato la restante quota in euro in ulteriori azioni come mi consigliavano gli operatori della banca”.

“Erano rassicuranti, in quanto azioni non erano quotate in borsa. Era come un prestito che fruttava degli interessi. Che arrivavano fino al 2015 poi sono finiti. Mi sono lasciato facilmente convincere”. Adesso Logroscino si è affidato agli Avvocati dei Consumatori per difendere i propri diritti e ottenere in tempi celeri quando perso nel corso della recente gestione della Banca Popolare di Bari.


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