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Nel 2019 i nuovi ricorsi depositati davanti al Tar Puglia sono stati 1.587, in linea con il 2018; i ricorsi decisi sono stati 1.872, di cui 420 riguardano nuove istanze. “In definitiva anche quest’anno il bilancio si è chiuso con un saldo attivo, pari a 285 affari”, ha detto il presidente del Tar Puglia, Angelo Scafuri, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario amministrativo che si è svolta questa mattina alla presenza delle autorità civili e militari.

Il numero dei ricorsi ancora pendenti è pari a 3.921, nel 2019 l’arretrato è stato abbattuto del 6,8%. Solo una ventina di anni fa i ricorsi pendenti erano circa 34mila, ha evidenziato Scafuri nella relazione. “Il programma di smaltimento dell’arretrato – ha evidenziato il presidente del Tar – non verrà attuato nel 2020 perché, come a decisione del Consiglio di Presidenza, il Tar Bari è incluso tra i tribunale non in situazione di emergenza”.

 Il contenzioso più rilevante relativo ai ricorsi amministrativi è rappresentato da controversie inerenti il governo del territorio, con edilizia e urbanistica in prima linea: i ricorsi pendenti davanti al Tar Puglia, infatti, sono 1.119 (28,5% del totale), quelli depositati nel 2019 sono stati 228 (14,4%), quelli decisi 266. Importanti anche i dati relativi al settore del pubblico impiego: 306 pendenti (7,8%), 137 depositati (8,6%) e 157 quelli decisi. Seguono le cause in materia di sanità con 294 pendenti (7,5%), 52 depositati (3,3%) e 122 decisi; e i ricorsi riguardanti la tutela dell’ambiente, con 164 ricorsi pendenti (4,2%), 47 depositati (3%) e 107 quelli decisi dal Tribunale.

“Come ogni anno – ha detto il presidente Angelo Scafuri, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario amministrativo che si è svolta questa mattina – non si può stigmatizzare alcune fattispecie sintomatiche di cattivo modo di amministrare, che danno luogo a contenzioso dalle particolari problematiche. Mi riferisco in primo luogo al giudizio di ottemperanza – cioè alla cause originiate da altre cause in quanto promosse per dare esecuzione ad una precedente sentenza passata in giudicato – a quelle sul silenzio – l’Amministrazione non risponde all’istanza del privato – a quelle sull’accesso, l’Amministrazione non fornisce i documenti di interesse di parte in suo possesso”. Per quanto riguarda l’ottemperanza, i ricorsi pendenti sono 158 (4%), i nuovi depositati 241 (15,2%), decisi 303. “Tale comportamento dell’ente pubblico – ha sottolineato Scafuri – comporta inutili aggravi di spese, oltre eventuali risarcimenti e responsabilità contabile oltreché disciplinare”.

 Nel rito ordinario, il tempo medio di definizione del ricorso depositato davanti al Tar Puglia è di circa un anno, un anno e mezzo dal deposito. E’ quanto emerge dalla relazione del presidente del Tar Puglia, Angelo Scafuri, letta durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario amministrativo che si è svolta questa mattina. Per quanto riguarda gli appalti pubblici, il tempo medio della decisione è al di sotto della media nazionale, 100 giorni anziché 150. Per il processo cautelare, le cause vengono decise in tempo reale. Per quanto riguarda il tempo necessario per la pubblicazione della sentenza e motivazioni, in media occorre circa un mese, in caso di sentenza breve la decisione viene pubblicata a 20 giorni di distanza dall’udienza camerale. Infine, i dati sulla produttività del Tar Puglia: nel 2019, i provvedimenti pubblici sono stati 2.779, le sentenze di accoglimento 533. Ogni singolo magistrato del Tribunale amministrativo pugliese, mediamente, ha emesso 231 provvedimenti.


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