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È notizia di qualche ora fa l’invito del Presidente Emiliano a non frequentare scuole ed Università per minimizzare i casi di contagio da COVID-19. È stata emessa, infatti, un’ordinanza regionale che prevede la possibilità di seguire a distanza le lezioni per chi decidesse “in via precauzionale” di non frequentare i luoghi della formazione fino al 15 marzo 2020. UDS e Rete della Conoscenza rispondono al governatore Emiliano: “Serve responsabilità e lottare contro la psicosi collettiva, oltre che contro la triste epidemia”.

“La diffusione del virus anche in Puglia – scrivono gli studenti – preoccupa tutti e tutte noi e ci auguriamo che nel minor tempo possibile si metta fine a questo dramma economico-psicologico-sanitario-sociale ma mai ci saremmo aspettati dal Presidente Emiliano un invito ed un’ordinanza di questo tipo. Sicuramente scontiamo non tanto la pericolosità di questo virus quanto l’assenza degli anticorpi necessari in un Sistema Sanitario Nazionale messo al collasso da decenni di privatizzazioni e tagli che oggi ci fanno registrare una possibile assenza di medici e posti a disposizione dei pazienti ma le istituzioni – e la politica – sono sempre chiamate ad assumere una funzione pedagogica in virtù del ruolo di responsabilità che ricoprono: legittimare istituzionalmente le preoccupazioni e le paure che ognuno cova nell’affrontare questa crisi è pericoloso ed alimenta la psicosi collettiva già in corso e che ognuno di noi deve impegnarsi a far rientrare. Scelte di questo tipo o riguardano misure collettive oppure sono pericolose. Non si può scaricare sui singoli cittadini scelte di interesse pubblico che necessitano di strumenti scientifici e medici per essere assunte”, dichiarano Davide Lavermicocca dell’Unione degli Studenti Puglia e Vittorio Ventura della Rete della Conoscenza Puglia “Il DPCM del 2 marzo scorso prevedeva già la possibilità di scomputare dal calcolo delle assenze totali quelle legate a misure preventive per evitare il contagio da Coronavirus: non può essere considerata scelta discrezionale, fermo restando la facoltà di ognuno di assentarsi per i motivi che vuole, quella di assentarsi o meno per motivi sanitari ma deve essere presa e attestata dal medico curante o dalle autorità sanitarie”.

“Siamo preoccupati per gli effetti psicologici e sociali che questa ordinanza sta già producendo. Si è legittimata l’idea per cui ognuno può scegliere, senza alcun fondamento clinico, di snaturare il proprio stile di vita in virtù di un’eventuale possibilità di contagio. Mettere in contraddizione la salute con diritti sociali fondamentali e stili di vita è la peggiore delle strategie utile, invece, ad alimentare paure ed insicurezze”, continuano Lavermicocca e Ventura.

“Ci chiediamo, poi, quali saranno le scuole e le Università in grado di garantire le lezioni per via telematica in una regione in cui, spesso, mancano i minimi strumenti digitali essenziali per il regolare svolgimento della didattica. Chiediamo che il Presidente Emiliano faccia un passo indietro e ritiri questa ordinanza e contribuisca a far rientrare l’allarmismo ulteriormente aggravato da questa sua ultima presa di posizione. Ci sono già protocolli appositi, anche firmati dalla Regione Puglia, che indicano cosa fare per contrastare questa emergenza medica e sanitaria. Uomini e le donne impegnati nel mondo della sanità e della sicurezza pubblica stanno già lavorando giorno e notte per garantire a tutti noi il regolare svolgimento delle attività quotidiane e contrastare nel più breve tempo possibile questa triste epidemia. Sarebbe bastato aumentare i controlli sanitari e impegnarsi nel rendere ancor più massiccia la comunicazione istituzionale già capillare che anche la Regione sta mettendo in campo” concludono i Coordinatori dei sindacati studenteschi.

Foto Uds Facebook


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