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Centro di raccolta rifiuti a Catino, dopo la costituzione di un comitato di quartiere, nasce anche il gruppo su Facebook per il no. I cittadini avevano deciso di attivarsi subito dopo l’annuncio dell’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli in merito al progetto. Il progetto, che, ricordiamo, riguarda la costruzione di un’area attrezzata a Catino, di fronte al campo sportivo ormai in stato di abbandono, che fungerà, eventualmente, da struttura complementare ai servizi di raccolta rifiuti e che consentirà l’utilizzo di spazi attrezzati per la differenziazione degli stessi, sia ai cittadini, sia alle attività commerciali.

All’interno, così come per gli altri centri di raccolta, ci saranno due aree distinte: una dedicata alla gestione dei rifiuti da raccolta differenziata e una destinata a percorsi di sensibilizzazione per la riduzione della produzione dei rifiuti e inoltre per la promozione della cultura del riciclo. E’ prevista infatti un’aula didattica dove ospitare incontri inerenti i temi ambientali e attività partecipate pensate per promuovere legami sociali e competenze tecniche, come ad esempio la ciclofficina o il laboratorio di recupero e riparazione di piccoli elettrodomestici e dispositivi tecnologici.

“Bari ha già cinque centri di raccolta. Nessuno si è mai lamentato di un centro di raccolta – aveva commentato Pietro Petruzzelli  – chi vive di fianco ai centri di raccolta è più fortunato perché può portare ogni giorno tutte le tipologie di rifiuti al centro di raccolta senza dover – se c’è il porta a porta – aspettare la giornata giusta per conferire i rifiuti”.

A finire sotto accusa, fin da subito però, non era stato il progetto in sé, ritenuto anche lodevole da parte dei cittadini, ma, sia la posizione scelta per la realizzazione del nuovo centro raccolta – per alcuni, troppo vicina alle abitazioni – sia la gestione nelle mani dell’Amiu, azienda municipale barese, nei confronti della quale, molti abitanti, avevano espresso subito mancata fiducia. Dopo diversi botta e risposta tra cittadini e assessore, il quale si era impegnato a cercare un’altra zona consona per la realizzazione del centro, i cittadini, in attesa del prossimo consiglio comunale e di ulteriori risposte, dopo aver raccolto circa 600 firme, hanno deciso di passare all’azione attivandosi ulteriormente sia per la costituzione di un comitato, sia per un lavoro parallelo sui social al fine di sensibilizzare più persone possibili.  “Nessuna bandiera, nessuna appartenenza a partiti – precisano gli attivisti sul gruppo – solo la necessità, in qualità di cittadini, di esprimere liberamente le nostre esigenze”.


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