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“Ai Comuni servono cinque miliardi subito. Ne va dei servizi vitali per i cittadini, come il trasporto pubblico e la raccolta dei rifiuti. Siamo stati pazienti e ragionevoli fin dall’inizio di questa emergenza. Siamo stati, come sempre, responsabili. Ma non possiamo più aspettare. E il governo lo deve capire”. Lo dice Antonio Decaro, presidente dell’Anci, che ieri, insieme al presidente di Province Italiane UPI, Michele de Pascale, ha abbandonato i lavori della conferenza unificata, in attesa degli sviluppi del tavolo tecnico-politico che deve decidere.

“La riapertura – spiega – sarà graduale. Si comincerà dalle attività produttive e via via a scalare. Non credo riapriranno le scuole e anche in spiaggia non ci potranno più essere gli assembramenti. Questo fin quando non arriverà il vaccino. Dobbiamo cercare di resistere ma il Comuni ora sono in difficoltà”.

L’Anci ha chiesto al Governo più fondi. “Si rischia di chiudere servizi che servono a tenere in piedi la quotidianità – prosegue Decaro –  Le risorse che abbiamo avuto erano solo un anticipo di quello che dovevamo avere a maggio. Quelle risorse finiranno e per i Comuni non ci sono più entrate: non ci sono più sanzioni per il codice strada, non ci sono più tasse di occupazione suolo pubblico, non ci sono ricavi per i biglietti bus.  Noi non vogliamo fare pagare le tasse ai cittadini e alle aziende che sono rimaste colpite da questa emergenza, ma continuando così non avremo più le entrate per garantire i servizi”.


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