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Il 20% delle famiglie pugliesi vive in uno stato di “povertà relativa”, cioè con una spesa inferiore alla metà della spesa media nazionale. E’ quanto emerge dal rapporto “L’economia della Puglia” 2020 presentato ieri mattina nella sede di Bari di Banca Italia dal direttore Pietro Sambati. Il dato si riferisce al periodo pre Covid, quindi la situazione potrebbe persino peggiorare.

Nel 2019 il reddito pro-capite pugliese è stato di circa 14.300 euro, due terzi della media nazionale. L’anno scorso c’è stata una crescita del reddito delle famiglie e dei consumi che Banca Italia definisce “modesta”, rispettivamente dell’1% e dello 0,4%. Non è un caso che nei primi mesi del 2020 i nuclei beneficiari del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza sono aumentati di 9mila unità, passando da 102mila a 111mila. “La ripresa – è scritto nel rapporto – avviatasi nel 2014 e che si è arrestata per effetto dell’emergenza sanitaria nell’anno in corso, ha permesso un recupero solo parziale del reddito perso durante la Grande Recessione”, quella del 2008. “Durante la ripresa – si legge – alla dinamica del reddito complessivo ha contribuito positivamente soprattutto la componente da lavoro dipendente, che costituisce oltre la metà di quello disponibile delle famiglie pugliesi. La crescita del reddito da lavoro dipendente si sarebbe estesa anche al 2019, sostenuta dall’aumento delle retribuzioni orarie nette. Nella fase di ripresa anche i redditi da lavoro autonomo e i trasferimenti hanno fornito un apporto positivo, benché meno rilevante e temporalmente limitato ai primi anni della ripresa; il contributo dei redditi da proprietà è stato invece nel complesso trascurabile”. Il numero di famiglie prive di redditi da lavoro – più spesso composte da immigrati o da individui a bassa scolarità – rischia di “tornare a crescere a seguito degli impatti recessivi dell’emergenza sanitaria”, avverte Bankitalia.

“Tra gli individui più esposti figurano anche quelli delle famiglie senza occupati a tempo indeterminato, che rappresentano il 41 per cento del totale degli individui nei nuclei attivi, un dato superiore di circa 10 punti alla media nazionale”. Sul Reddito di dignità, la misura regionale contro la povertà, Banca Italia riporta che “in base ai dati della Regione, nel 2019 i nuclei familiari presi in carico sono stati circa 2.000, cui si aggiungono alcune centinaia nell’anno in corso. L’introduzione nel 2019 del Reddito di cittadinanza, con requisiti di accesso molto più favorevoli delle misure nazionali precedenti, ha comportato una significativa riduzione del numero di domande ricevute per il ReD rispetto alle annualità precedenti. L’importo mensile del ReD varia da 300 a 500 euro a famiglia”. Anche i consumi crescono in “maniera marginale”, appena dello 0,4%.


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