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In spiaggia in Puglia senza distanziamento, la polemica: “Come se la pandemia non fosse mai esistita”

Pubblicato da: Francesca Emilio | Dom, 5 Luglio 2020 - 11:00
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Spiagge gremite, come se la pandemia non fosse mai esistita. Accade nelle località balneari più gettonate della Puglia, dove la denuncia arriva dagli stessi cittadini, preoccupati per il rischio di un’eventuale seconda ondata di contagi. Sotto la lente di ingrandimento, in particolare, spiagge e lidi situati nelle aree di Monopoli, Polignano, ma anche del Salento e del tarantino. “È come se la pandemia non fosse mai passata dalla nostra regione, le spiagge sono piene di gente che molto spesso non rispetta la distanza di sicurezza – spiega Filippo, un bagnante – Famiglie intere e comitive sembra si siano dimenticati delle norme di sicurezza e delle precauzioni utili. Non c’è distanza tra un ombrellone e l’altro e i controlli sono molto carenti”.

Uno sfogo a cui fa eco quello di Luisa, una mamma barese: “Sono stata in spiaggia con la mia famiglia la scorsa settimana. Avevano parlato di controlli, a me però non pare ce ne siano. Capisco che ognuno voglia sentirsi libero, ma il problema si pone quando al mare ci sono persone che effettivamente, se venissero contagiate, correrebbero molti rischi. Non trovo giusto che per la mancanza di rispetto di alcuni, debba pagare chi prova in tutti i modi a fare le cose per bene”.

Dello stesso avviso è anche Giovanni, che ha testato sia le spiagge libere che alcuni lidi privati: “Fino ad oggi non ho avuto problemi con le spiagge private, i triage in entrata ci sono. I problemi più grandi si pongono quando si è a ridosso del mare, sulla spiaggia libera. Ci sono spesso intere tavolate, che oltre a sporcare senza alcun rispetto l’ambiente, si piazzano nei luoghi pubblici senza fare attenzione alle norme di sicurezza come ad esempio quello della distanza. Per non parlare delle mini feste in spiaggia. La gente si comporta normalmente e, personalmente, preferirei ci fosse più attenzione. Domenica scorsa, alle 9 di mattina – prosegue Giovanni nel suo racconto – già non c’era spazio tra il mio asciugamano e quello di perfetti sconosciuti. Ho sempre preferito la spiaggia libera e continuerò a farlo, però chi può assicurarmi che una leggerezza non possa costare caro a persone più fragili con le quali convivo?”.

Insomma, a preoccupare, stando a quanto dichiarato da alcuni, non è tanto la mancanza di controlli, che competono all’amministrazione, ma l’assenza di responsabilità e senso civico di molti cittadini. “Non accade dappertutto, ma in alcune zone gli assembramenti ci sono – commenta Anna – È triste doverlo dire, soprattutto perché vorremmo tutti la normalità, ma di questo passo torneremo presto a passare del tempo chiusi in casa. Alcuni lidi prendono i nomi di chi entra, così da tenere sotto osservazione eventuali contagi, i controlli però non bastano se a mancare è il buon senso della gente” – conclude la donna.

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