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I centri estivi promossi dal Comune di Bari hanno coinvolto 850 minori, di cui 84 ragazzi con disabilità. I bambini hanno potuto usufruire del contributo per partecipare alle iniziative organizzate su 16 quartieri, in gran parte nelle aree più periferiche della città: 6 a Carbonara, 6 al San Paolo, 6 a Carrassi, 6 al Libertà, 5 a Poggiofranco, 4 a San Girolamo, 3 a Picone, 3 a San Pasquale, 3 a Palese, 2 a Japigia, 2 a San Giorgio-Torre a Mare, 2 a San Pasquale-Mungivacca, 2 a Santo Spirito, 1 a San Pio, 1 Catino e 1 a Madonnella.

Sono complessivamente 58 le istanze pervenute in risposta al bando comunale pubblicato per sostenere le attività dei centri estivi sul territorio comunale. Sono, invece, 53 le realtà che hanno ottenuto il contributo di 2.500 euro dal Comune di Bari (per un totale di 132.500 euro) ad esito dell’istruttoria.

La restante parte delle risorse disponibili, pari a 561.239 euro, sono state destinate a garantire l’accesso ai centri estivi dei minori provenienti da contesti di fragilità sociale o con disabilità. Pertanto sono 850, di cui 84 con disabilità, i bambini che hanno potuto usufruire del contributo e così partecipare alle iniziative organizzate dai centri nel periodo estivo. Alle attività, che hanno coinvolto circa 200 operatori su un periodo medio di sei settimane tra giugno, luglio e agosto, hanno preso parte complessivamente circa 2.500 minori.

Il riparto nazionale delle risorse ha previsto per il Comune di Bari una quota pari a 693.833,78 euro. Con le queste risorse, il Comune di Bari ha pubblicato lo scorso giugno un bando finalizzato a sostenere tutti i centri estivi sul territorio della città di Bari, rivolti a minori d’età compresa tra i 3 e i 14 anni, attraverso un duplice contributo:

2500 euro una tantum per adeguare i centri estivi alle misure di prevenzione sanitaria e mitigazione del rischio previste dalla normativa COVID-19 (es. predisposizione triage in ingresso, mascherine per operatori e bambini, colonnine gel, sanificazione quotidiana di attrezzature e ambienti ecc.);

300 euro al mese, sino a un massimo di 600 euro, al minore proveniente da un nucleo familiare con ISEE non superiore a € 20.000/anno (convenzionamento); in caso di minori con disabilità non si è tenuto conto dell’ISEE familiare e il contributo è stato raddoppiato (sino a 1.200 euro) per consentire il rispetto del rapporto 1:1 tra operatore e beneficiario, come previsto dalla normativa nazionale e regionale.

Per quanto riguarda i centri estivi, potevano presentare domanda tutte le organizzazioni del terzo settore e non (cooperativa sociale, associazione di promozione sociale, organizzazione di volontariato, ente ecclesiastico/parrocchia/oratorio, associazione sportiva dilettantistica o altro tipo di soggetto, anche pubblico e di impresa) con un’esperienza di 2 anni nel settore educativo, sportivo e culturale rivolto ai minori di almeno e con un progetto la cui durata minima doveva essere di 4 settimane, per 6 ore continuative, dal lunedì al venerdì, da tenersi presso una struttura nella disponibilità dell’ente promotore, nel rispetto delle prescrizioni COVID-19 e nel rapporto tra operatori e minori pari a 1:5 per bambini da 3 a 5 anni, di 1:7 per bambini da 6 a 11 anni e di 1:10 per ragazzi da 12 a 14 anni.


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