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Il laboratorio di Chimica dell’Università di Bari riapre le porte, dopo una lunga ristrutturazione e le operazioni di ampliamento portate a termine negli scorsi mesi, che offre ora la possibilità alla struttura di tornare ad accogliere studenti e docenti in piena sicurezza, grazie ai più moderni dispositivi di protezione collettiva. “In un momento così difficile per il paese – è stato il commento del Rettore Stefano Bronzini, in occasione di un incontro con gli studenti e i professori impegnati nello studio della chimica organica – l’Università di Bari ha scommesso sulla modernizzazione e potenziamento delle strutture dedicate alla ricerca e alla formazione, come appunto il laboratorio di Chimica, un laboratorio che consentirà ai nostri studenti e ricercatori di recuperare in parte il tempo perduto”.

Il nuovo laboratorio è dotato di 32 postazioni e di 16 cappe attrezzate con controllo digitale delle funzioni, che al momento saranno occupate al 40% per il rispetto della vigente normativa anti-Covid. Uno spazio nuovo, che sarà frequentato dagli studenti del terzo anno del corso di Laurea in Chimica per lo svolgimento delle 45 ore laboratoriali previste per il corso. “La scelta obbligata della didattica a distanza per il secondo semestre dell’anno accademico 2019/2020 – spiegano fonti dell’Università degli studi di Bari – ha permesso di salvaguardare lo svolgimento di lezioni ed esami ma non poter svolgere in prima persona esperimenti nei corsi di didattica laboratoriale è stato vissuto con profondo disagio da studenti e docenti dei CdS in Chimica e Scienze Chimiche”.


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