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I pediatri pugliesi stanno affrontando in prima linea le difficoltà legate alle malattie dei piccoli pazienti e l’obbligo di richiedere il tampone nel momento in cui si sospettano casi Covid o comunque non si abbia certezza dell’origine del malessere. Sono davvero tante le situazioni che ogni pediatra ogni giorno si ritrova ad affrontare. E c’è chi è arrivato a subire le minacce e a dover chiamare la polizia. Lo racconta un pediatra pugliese per un caso avvenuto in un comune della Bat.
“Potrei fare un resoconto dei primi 20 giorni dall’apertura delle scuole – racconta il pediatra  a Borderline24 – c’è chi mi ha detto che se richiedevo il tampone cambiava medico, chi mi ha chiesto di fare certificati senza tampone, ovviamente ho rifiutato, e poi siamo arrivati anche alle minacce”.
Un giorno un genitore ha detto con testuali parole: “Ora che hai richiesto il tampone ti faccio vedere io domani in studio come ti combino!”. “Ho allertato la polizia e ho ricusato il piccolo paziente – spiega ancora il pediatra – nel senso che ho scritto alla Asl di non voler più seguire quel paziente perché venuto meno il rapporto di fiducia con i genitori, che è alla base della “libera scelta” del pediatra. Non potevo fare altrimenti”.

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