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Sono 2.360 le nuove imprese, 3.267 nuovi occupati tra giovani, donne, disoccupati, 137 milioni di agevolazione concesse: sono i numeri di Nidi (Nuove iniziative di impresa), lo strumento di agevolazione per le microimprese voluto dalla Regione Puglia e gestito da Puglia Sviluppo in qualità di organismo intermedio e finanziario. Ad oggi sono stati concessi mutui per oltre 59 milioni di euro e sovvenzioni a fondo perduto per oltre 78 milioni (per un totale di 137 milioni di agevolazioni concesse).

«Lo strumento di incentivazione – spiega l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci – è nato con l’idea di creare occupazione attraverso l’autoimprenditorialità sia per i giovani con competenze specifiche sia per le categorie più fragili nel mercato del lavoro come, appunto, disoccupati, donne, persone prossime a perdere il lavoro, false partite Iva. Questo l’obiettivo. Il risultato ad oggi è diventato tangibile con oltre 2.360 Nidi, cioè nuove microimprese, che hanno trasformato 3.267 giovani capaci e persone in difficoltà in altrettanti imprenditori-soci, cioè nuovi occupati. Abbiamo contrastato così la migrazione verso altre regioni o paesi e la desertificazione sociale. Stiamo studiando una nuova edizione di Nidi rivolta nello specifico a nuovi settori come sport e turismo».

Guardando nel dettaglio delle microimprese agevolate, emerge che la fetta più grande dei soci è quella dei disoccupati, seguiti da giovani e donne per finire con i lavoratori in procinto di perdere l’occupazione e le false partite Iva. Hanno investito per la maggior parte a Bari (29,7%) e a Lecce (24,3%), cui seguono Foggia (13,8%), Taranto (11,7%), Bat (10,3%) e Brindisi (10,2%). Lavorano soprattutto nel comparto dell’estetica e benessere, ma anche nei settori della ristorazione, della ricettività, dell’agroalimentare e del manifatturiero. Ansa


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