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“Come riportato nella relazione sulla situazione epidemiologica, i contagi sono in forte aumento per i più piccoli, soprattutto tra i bambini di età compresa tra i 6 e i 13 anni”. A parlare è la professoressa Patrizia Rossini, preside dell’istituto comprensivo Japigia1-Verga di Bari che, all’indomani della riapertura delle scuole della regione a seguito della pronuncia del Tar sull’ordinanza dello scorso 20 febbraio, esprime un pensiero allarmato sulla scelta di molte famiglie di optare per la didattica in presenza. “Siamo molto felici di sapere i nostri studenti in classe e il nostro istituto è organizzato per la loro accoglienza – precisa la dirigente – però, dal controllo dei numeri sulle presenze, emerge che le classi, soprattutto per la primaria, sono complete o quasi: deduco che non sono stata capace di far comprendere le motivazione per cui l’ordinanza indica la Did come soluzione al momento”, prosegue Patrizia Rossini. 

In effetti, l’ordinanza regionale in vigore, rende opzionale per le famiglie la scelta della didattica in presenza o di quella a distanza (dad o didattica digitale integrata) ma, proprio in virtù del persistente rischio di contagio, sottolinea l’importanza di una scelta consapevole da parte delle famiglie, in virtù di reali necessità. “Nonostante la nostra comunicazione in merito, la maggior parte dei genitori ha scelto di far rientrare i propri figli in aula – spiega la preside – Forse sarebbe stato meglio optare per la presenza solo per chi ne ha realmente bisogno. Per evitare il rischio di nuovi contagi e quarantene estese ai gruppi classe, occorre che ognuno si assuma le sue responsabilità”, conclude la dirigente. 


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