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Il dato medio dei contagi nell’aria metropolitana di Bari continua a preoccupare le istituzioni. In particolare, dei 41 comuni del territorio metropolitano barese, più della metà, supera la soglia limite dei 250 casi ogni 100 mila abitanti. Acquaviva delle Fonti, nello specifico, nella settimana dal primo al 7 marzo, ha registrato in media un tasso di 708,3 casi su 100.000 abitanti. “Il tasso peggiore della Città metropolitana di Bari” – ha commentato il sindaco Davide Carlucci, il quale ha annunciato di aver nuovamente esortato “l’istituzione della zona rossa”.

Richiesta che, spiega il sindaco sui social, non ha ricevuto risposta. Attualmente i positivi in città sono 288, ragion per cui Carlucci insiste sulla presa di posizione. Poche ore fa un ulteriore post sui social in cui ha scritto che Acquaviva “deve stare in zona rossa”, esortando le istituzioni a “fare presto”. A Bari, invece, ci sono 287,4 casi ogni 100.000 abitanti. Il dato è emerso dalla riunione del Comitato provinciale di ordine e sicurezza convocato oggi dalla prefetta di Bari su richiesta del sindaco metropolitano Antonio Decaro, al quale hanno partecipato forze dell’ordine, dirigenti Asl e tutti i sindaci della Città metropolitana. A Bari città, in particolare, il dato è di 393 casi ogni 100 mila abitanti. A Casamassima e Turi rispettivamente di 405 e 460. Quest’ultima, in particolare, è anche la città dove c’è stata la maggiore variazione percentuale nell’ultima settimana, con un aumento del 140% dei contagi.

Motivo per cui, alla luce di questi dati, i 41 sindaci stanno valutando la possibilità di adottare altrettante ordinanze comunali, tutte uguali, con ulteriori prescrizioni che potrebbero imporre per le prossime settimane limitazioni all’asporto e agli orari di apertura delle attività commerciali.


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