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La questione è ben delineata: quale futuro ci si aspetta per la Fiera del Levante di Bari? A domandarselo è il comitato dei locatari permanenti privati dell’Ente che, nelle scorse ore, hanno redatto una lettera aperta sul tema, indirizzata allo stesso presidente dell’Ente, Pasquale Casillo, alla presidente della Camera di Commercio di Bari – socio fondatore della Fiera – Alessandro Ambrosi, ma anche al sindaco Decaro e al presidente della Regione Michele Emiliano.

“Sin dal 2014 l’Ente Fiera del Levante ha indetto un bando pubblico con l’intento di favorire la localizzazione di nuove attività private, di start up innovative all’interno del quartiere fieristico per promuovere e far vivere l’area anche nei periodi in cui non vi era nessun evento fieristico in corso – scrivono i referenti del comitato – con questo spirito dal 2014 molte aziende hanno investito nella Fiera del Levante con la fiducia e la fierezza di credere nel rilancio di un importante pezzo di storia della città di Bari e cuore economico del sud Italia”.

Tuttavia, il comitato dei locatari evidenzia come, a distanza ormai di 7 anni da allora, nulla di quello che era stato prefigurato per lo sviluppo dell’area fieristica si è realizzato: “Nessun rilancio del quartiere, nessun cinema, nessun teatro, nessun Polo della Cultura, nessun progetto in grado di creare sbocchi imprenditoriali agli operatori privati che, ad oggi, sono stati lasciati soli a combattere una battaglia impossibile attesa l’emergenza sanitaria nonostante anche il massimo impegno profuso nella partecipazione alla Campionaria 2020, segnata ovviamente dalla crisi pandemica”, scrivono nella loro lettera aperta.  

Una missiva che precisa come, ad oggi, le aziende private sopravvissute sono meno di 10 e come queste ultime hanno sollecitato più volte le istituzioni competenti a non disinteressarsi di un patrimonio importante come quello dell’Ente Fiera, denunciando lo stato di abbondano in cui le aree versano. “Ad oggi le aziende private rimaste, nel peggior periodo storico del secolo a causa dell’epidemia Covid19 – scrivono – si scontrano quotidianamente con una macchina amministrativa sorda alle istanze di dialogo e che non premia la qualità dell’offerta ma tende a rallentare e ostacolare ogni forma imprenditoriale privata”. 

Inoltre, altro nodo importante della questione verte oggi sull’apertura della nuova struttura sanitaria voluta per il contrasto dell’emergenza: “L’insediamento dell’Ospedale Covid e del centro vaccinale all’interno della Fiera del Levante hanno, di fatto, fortemente penalizzato le attività private presenti nel quartiere fieristico stravolgendo, dopo 84 anni di storia, la destinazione d’uso del medesimo da spazio per grandi eventi, polo culturale ed esposizioni fieristiche ad area ospedaliera e polo medicale”, raccontano, ricordando la recente notizia della chiusura del punto vendita Eataly di Bari, situato nel complesso monumentale della Fiera del Levante. “Il grido di allarme di Oscar Farinetti lo conosciamo bene e lo condividiamo – proseguono – tanto da unirci a lui per fare fronte unico e chiedere pubblicamente all’Ente autonomo Fiera del Levante ed alle istituzioni pubbliche di fornire risposte e soluzioni, ormai improcrastinabili, alle nostre richieste”.

E queste richieste, di fatto, vertono sull’apertura di tavoli di dialogo con l’Ente e con i soggetti che ne determinano la composizione sui programmi di sviluppo e valorizzazione del quartiere fieristico di Bari. E ancora, sulla riformulazione dei contratti di locazione dei privati permanenti; sulle prospettive future di vita della Fiera del Levante e della stessa campionaria, in considerazione dell’insediamento dell’Ospedale Covid e dell’hub vaccinale con valutazione di risarcimenti in favore dei conduttori permanenti privati. 

“Presentiamo queste istanze per le nostre aziende, per i nostri sacrifici e per tutte le lavoratrici e lavoratori che collaborano con noi e che con noi sono orgogliosi di rappresentare l’identità imprenditoriale della città di Bari e della Regione Puglia – scrivono, in conclusione – Lo facciamo interpretando anche il sentimento di tutti quelle baresi e quei baresi orgogliosi della storia della città che amano, e che vogliono difendere. La Fiera del Levante è parte del nostro patrimonio storico e, nonostante tutto, a quasi cento anni di vita, ha i tutti i numeri per poter guardare con orgoglio al futuro. Se lo vogliamo tutte e tutti, però!”.  


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