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Non è piaciuta al senatore leghista Simone Pillon, l’idea dell’università di Bari di ridurre le tasse alle studentesse nei corsi di laurea con tasso di frequenza femminile al di sotto del 30 per cento, per incentivare le iscrizioni delle donne.

E sui social Pillon si scatena: “È naturale che i maschi siano più appassionati a discipline tecniche, tipo ingegneria mineraria per esempio, mentre le femmine abbiano una maggiore propensione per materie legate all’accudimento, come per esempio ostetricia”.

E ancora: “Questo però non sta bene ai cultori del Gender, secondo i quali ci devono essere il 50% di donne nelle miniere e il 50% di uomini a fare puericultura. Ovviamente ognuno è libero, e ci sono le sacrosante eccezioni, ma è naturale che le ragazze siano portate verso alcune professioni e i ragazzi verso altre. Imporre ai maschi di pagare più delle femmine per orientare la libera scelta di un percorso universitario è un modo di fare ideologico, finalizzato a manipolare le persone e la società”.

Pillon incalza: “La cosa divertente è che proprio sulla base della stessa ideologia Gender, orgogliosamente propugnata dal DDL Zan, agli studenti maschi basterà autopercepirsi come femmine per i pochi minuti necessari all’atto dell’iscrizione per poter beneficiare legalmente dello sconto. E conclude: “Già Manzoni insegnava che più le regole sono idiote, più è facile aggirarle. Chissà cosa ne pensa il ministro. Proverò a chiederglielo”.


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