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Tagliava e spacciava hashish nella sua abitazione, aiutato da un “cliente” non ancora maggiorenne. Protagonista della vicenda un 30enne di Modugno, di professione barbiere, che è stato arrestato in flagranza di reato, ieri, dai carabinieri della locale stazione. I militari in borghese, avendo ricevuto la notizia della presunta attività illecita, si sono appostati in prossimità dell’abitazione e, non appena hanno visto uscire un giovane proprio dal suo appartamento, hanno fatto scattare il controllo.

Entrati in casa, i carabinieri hanno notato un giovanissimo cliente, non ancora maggiorenne, che ha provato a disfarsi di una busta, lanciandola nel cortile dell’abitazione adiacente a quella del suo amico. I due sono stati immediatamente bloccati e identificati. Chiarissimo fin da subito lo scenario presentatosi agli operanti: sul tavolo del terrazzino dove si era portato il minorenne erano ancora evidenti gli strumenti del mestiere di pusher. Infatti, sono stati rinvenuti un coltello ancora intriso di sostanza stupefacente e altro materiale idoneo al confezionamento della sostanza.

È bastato poco per capire cosa avesse lanciato il giovane nella terrazza accanto. Recuperata la busta in questione, i militari hanno accertato che la stessa contenesse al suo interno ben 90 dosi di hashish, tutte confezionate con il medesimo materiale presente sul tavolo del terrazzino del barbiere 30enne. La sostanza stupefacente è risultata avere un peso complessivo di 106 grammi. Nel corso della perquisizione sono poi stati rinvenuti un bilancino ed altro materiale per il confezionamento.

La droga e tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, unitamente al denaro contante trovato in possesso ai soggetti pari a 150 euro, ritenuto provento di pregressa attività di spaccio. Entrambi sono stati tratti in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Sono stati disposti per il minore l’obbligo di permanenza in casa e per il maggiorenne gli arresti domiciliari. All’udienza di convalida la misura cautelare è stata confermata per il maggiorenne, mentre il minorenne è stato sottoposto a delle specifiche prescrizioni.


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