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Due inaugurazioni, la pandemia, poi più nulla e intanto il numero delle vittime di violenza in Puglia continua ad aumentare. E’ quanto denunciato da Maria Pia Vigilante, dell’associazione Giraffa Onlus, che si occupa di gestire il Centro Antiviolenza Paola Labriola. A destare preoccupazione, in particolare, è la situazione in cui verte la stanza rosa intitolata ad Anna Costanzo, uccisa dal suo ex compagno nella notte tra il 10 e l’11 luglio del 2009.

Situata all’interno del pronto soccorso del Policlinico di Bari, di quella stanza, inaugurata per la prima volta il 22 ottobre del 2019 (poi post prima ondata) e nata per accogliere le vittime di violenza di genere, oggi non si hanno più notizie. Dalla postazione “decentrata” che non la rende visibile “nel labirinto del pronto soccorso” alle donne in difficoltà, sino all’emergenza sanitaria, con il blocco degli ingressi e delle attività delle associazioni: sono solo alcune delle ragioni per cui, quel luogo, secondo Giraffa Onlus, sembrerebbe finito nel dimenticatoio.

“La stanza e la targhetta ci sono – ha sottolineato Vigilante – non sappiamo però se la stanza viene utilizzata. Per ragioni legate alla pandemia però l’utilizzo della stanza, già a rischio perché ubicata in una postazione decentrata per motivi, ci hanno detto, legati alla riservatezza delle vittime, è venuto meno. Adesso la situazione pandemica sembrerebbe rientrata, intravediamo una sorta di normalità e vorremmo, pertanto, che quella stanza venga ripristinata accogliendo le donne che ne hanno necessità. A noi non risulta che venga utilizzata. Se così fosse, vorremmo almeno che ce lo dicessero” – ha sottolineato.

L’obiettivo è quello di tornare il prima possibile ad avviare dei percorsi collaborativi tra pronto soccorso e associazioni che possano supportare le donne vittime di violenza. Nel corso dell’ultimo anno pandemico infatti, il numero delle vittime è notevolmente aumentato, ragion per cui, secondo l’associazione, si rende assolutamente necessario “un immediato ripristino delle attività” volte a fronteggiare i percorsi al fianco delle donne.

“In Puglia la situazione è grave – ha specificato ancora Vigilante – solo durante la pandemia c’è stato un aumento delle violenze sulle donne del 14%. Durante il momento più tragico dell’emergenza non abbiamo voluto insistere sulla questione, adesso però i tempi sono diversi. Quella stanza deve essere a disposizione delle donne” – ha sottolineato citando un post pubblicato negli scorsi giorni sui social dell’associazione in cui viene ricordata l’esistenza di quella stanza: “Noi non dimentichiamo”, hanno scritto.

“Speriamo che venga ripristinata e che inoltre venga individuato un percorso all’interno del pronto soccorso per aiutare le donne – sottolinea ancora Vigilante dimostrando ulteriore preoccupazione per il luogo individuato per la stanza – “purtroppo è situata in un punto decentrato, già al Pronto Soccorso è difficile orientarsi, diventa difficile per le donne, che già spesso fanno fatica a denunciare le violenze, cercare da sole la stanza rosa. Ci auguriamo che si avvii un percorso che renda possibile essere davvero al fianco delle donne. Se quella stanza la stanno utilizzando, cosa di cui non abbiamo notizia, per noi è fondamentale ricominciare le attività” – ha concluso.

Foto Facebook Giraffa Onlus


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