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“Ci siamo riuniti in assemblea con l’odore acre di bruciato e con la voglia di continuare”. A parlare, tramite un post collettivo pubblicato sulla pagina Facebook del Parco Gargasole di Bari, è l’insieme dei cittadini e delle associazioni che, da tempo, si prendono cura autonomamente dello spazio verde situato nel quartiere Carrassi di Bari. Parco che, solo dieci giorni fa, ha rischiato di essere completamente bruciato da un rogo.

“Al fuoco! Al fuoco! Giovedi scorso il fuoco ardeva. Giovedi le fiamme incalzavano – ricordano i responsabili della gestione – È passata poco più di una settimana dal grido d’allarme che ha richiamato l’attenzione dei vicini e di noi “abitanti” di questo meraviglioso angolo di libera espressione e naturalezza. Resta il nero delle stoppie bruciate, dei piccoli tronchi di alberi carbonizzati delle poche strutture in legno frutto di laboratori di autocostruzione con materiale di recupero. Resta l’amarezza di un evento tragico che poteva, doveva essere evitato. Ma resta soprattutto fortissima la determinazione di tutte le persone, gruppi, associazioni che di questo angolo di città ne hanno fatto “casa del cuore”.

È così che, dopo alcuni giorni necessari a “metabolizzare” l’accaduto, le associazioni e i cittadini si sono riuniti per affrontare il futuro del Parco. “Abbiamo insieme valutato quanto accaduto come esito colposo di un abbandono al di là della fragile recinzione che più volte abbiamo segnalato insieme agli abitanti della zona, ma che è ad oggi ignorato – raccontano – Viviamo Parco Gargasole come una “periferia” dell’area Rossani, materialmente e metaforicamente. Laddove nel centro c ‘è attenzione, cura, risorse, persone, selfie, comunicati e apparizioni, nelle aree marginali è tutto lasciato un po’ all’incuria e alle sue tristi conseguenze”.

Secondo le donne, gli uomini, le associazioni e i gruppi che da oltre 4 anni si occupano dell’area, “Non basta la firma di un patto di collaborazione per la gestione del bene comune se l’Amministrazione non si fa carico di quelle responsabilità che un’area pubblica impongono”. Per questo, chiedono al Comune un’adeguata manutenzione dell’area da considerarsi alla stregua di altri “parchi” urbani, seppure con differente vocazione; la sistemazione all’interno del perimetro di contenitori per lo smaltimento differenziato dei rifiuti, così come accade in tutte le aree pubbliche in città. E, ancora, l’allaccio alla rete elettrica con l’allestimento di punti luce necessari ad evitare che il buio favorisca intrusioni, danneggiamenti e vandalizzazione di cose e aree incustodite; e, infine, la sistemazione di un bagno chimico utile allo svolgimento delle attività che ad oggi sono spesso sacrificate da tale mancanza.

“Questi non sono sogni, sono piccole e ordinarie azioni che l’Amministrazione ha il dovere di fare per un luogo vitale in un quartiere grande e vivo, un quartiere dove le famiglie hanno sete di aggregazione e fame di solidarietà da parte delle istituzioni – spiegano – La volontà delle associazioni non è sufficiente, per fare le cose in grandi è necessario il supporto di tutti.

Parco Gargasole Bene Comune è per noi non solo uno slogan – proseguono – ma il senso di pratiche e ideali quotidianamente messe in atto che vogliamo continuare insieme a cittadini e cittadine che amano questo luogo e all’Amministrazione che di tanto Bene è depositaria.


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