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Bari, accusato di estorsione ma era in vacanza a Porto Cesareo: scarcerato 23enne

Pubblicato da: redazione | Mar, 16 Novembre 2021 - 14:49
carcere di bari

Viene accusato di estorsione, ma nel giorno in cui, secondo la Dda di Bari, era andato in un centro scommesse per effettuare il crimine per cui imputato, si trovata in realtà in vacanza in Salento con gli amici e la fidanzata. Scarcerato 23enne.

Protagonista Cosimo Profeta, rimasto in carcere 20 giorni a causa di un probabile scambio di persona. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Bari, Angelo Salerno, dopo aver visionato la documentazione prodotta da Procura e difesa riguardante foto al mare e video che dimostrano che l’indagato, il 23 agosto scorso, si trovata a Porto Cesareo e non a Bari.

L’imputato, difeso dall’avvocato Nicola Quaranta, è stato arrestato dai carabinieri con altre cinque persone lo scorso 22 ottobre nell’ambito di un’indagine della Dda di Bari effettuata nei confronti di affilati al clan Strisciuglio. Questi ultimi sono accusati di estorsione ai danni dell’ex titolare di una agenzia di scommesse di Bari.

Secondo la ricostruzione effettuata, le pretese di denaro (iniziate nel 2019) erano utili per ripagare vecchi debiti e alimentare la cassa dell’associazione finanziandone le attività illecite sul territorio, ma non solo. Anche per pagare le spese legali degli altri arrestati e per la cresima della figlia di uno degli affiliati. Profeta era stato identificato come l’autore di uno dei quattro episodi contestati, a riconoscerlo in foto la vittima che aveva sporto denuncia.

Quest’ultimo aveva riferito agli investigatori che il giorno 23 agosto il ragazzo era andato al centro scommesse, accompagnato da un altro pregiudicato, pretendendo 7mila euro. Lo stesso, secondo quanto denunciato, ci era poi ritornato altre due volte per sollecitare il pagamento. Quel giorno però, come documentato da video, foto e tabulati telefonici analizzati da un consulente tecnico, Profeta era in vacanza. Un alibi che ha portato il gip, lo scorso 12 novembre, a revocare la misura cautelare.

Foto repertorio

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