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Chemio e caduta capelli, appello alla Regione Puglia: “Caschi refrigeranti per ogni servizio d’oncologia”

Pubblicato da: redazione | Mer, 22 Dicembre 2021 - 19:00
oncologico

“Mi hanno raccontato che un bambino non voleva vedere la mamma con la parrucca perché aveva paura che il vento l’avrebbe fatta volare. È anche per non far avere paura ai bimbi che abbiamo pensato di dotare tutti i servizi di oncologia di almeno due caschi refrigeranti utili ad evitare la caduta dei capelli a seguito della chemioterapia. Per questo, con i colleghi Caracciolo e Piemontese e a nome dell’intero gruppo Pd abbiamo presentato un emendamento al Bilancio, impegnando 500mila euro”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati. “È noto che la chemioterapia produce alopecia: la perdita di capelli è un effetto collaterale della cura dovuto al fatto che il farmaco blocca la moltiplicazione delle cellule tumorali ma non solo quelle, e quindi anche quella delle cellule dei bulbi piliferi. Questo ha spesso un effetto impattante sulle persone e sulle donne in particolare, sulla loro sfera più intima e sulla loro vita sociale. Ci sono studi scientifici che dimostrano che l’ipotermia è efficace nel ridurre la perdita di capelli dovuta alla chemio. Come? Raffreddando il cuoio capelluto i vasi sanguigni si restringono e quindi il sangue e, con esso, il farmaco che sta scorrendo nel sangue non raggiunge la radice dei capelli.

I caschi refrigeranti non sono però garantiti dal Servizio sanitario. Da qui la volontà mia e del Pd di inserire un emendamento, già approvato in Commissione in sede referente, per impegnare 500mila euro del bilancio regionale 2022 per l’acquisto di caschi o calotte refrigeranti che saranno assegnati ad ogni servizio di oncologia medica del Servizio sanitario regionale in un numero minimo di due a reparto. L’acquisto sarà effettuato dall’Azienda sanitaria di Bari che provvederà poi a fornire i caschi ai servizi di oncologia dando precedenza a quelli che ne sono del tutto sprovvisti. La sanità pugliese che vorrei non è burocrazia ma cure eccellenti, al passo con la scienza e l’umanità”.

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