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A rischio i 150 operai della Baritech, vertice in Regione. La Cgil: “Intervenire responsabilmente”

Pubblicato da: redazione | Mer, 2 Febbraio 2022 - 18:30
baritech
Rischiano di perdere il lavoro i 150 operai della Baritech, ex Osram, azienda nella zona industriale di Bari che per decenni ha prodotto lampadine e che nell’ultimo anno si è specializzata nel tessuto delle mascherine anti covid. L’azienda Martur ha avviato attraverso Porta Futuro la selezione di ingegneri per il centro di ricerca e operai richiesti dall’azienda. Così facendo vanno a casa i dipendenti che rischiano il posto di lavoro per mancanza di professionalità richieste dalla multinazionale turca dell’automotive.
“I soldi pubblici, nonché l’impegno che la Regione mette attraverso le sue risorse –  commenta Gigia Bucci, Segretaria Generale Cgil Bari –  devono essere utilizzati per riassorbire il personale attraverso percorsi di formazione e riqualificazione. Si tratta di competenze che non possono essere perse. Non possiamo permettere che nella nostra area industriale arrivino veri e propri predatori a fare investimenti, utilizzare risorse pubbliche per poi aprire una guerra fra poveri, ossia fra i padri ultracinquantenni fuori dai cancelli che avranno perso il lavoro e i figli che entreranno, le cui professionalità sono rispondenti ai profili che la nuova azienda ha richiesto e per cui sta procedendo con le selezioni del personale. Questa cosa è inammissibile”.
“L’area industriale di Bari che molti dicono sia piena di lavoro, è invece satura di crisi, piena di problemi occupazionali derivanti proprio da queste multinazionali che vengono, investono col ricatto di scegliere chi dicono loro a lavorare, e per mancanza di commesse, liquidano le società e mandano a casa centinaia di dipendenti. Devono intervenire responsabilmente istituzioni e politica –  conclude Bucci – ma sono anche e soprattutto le imprese che vanno richiamate ad una responsabilità sociale che stanno dimostrando di non avere, perché nel momento in cui fanno un investimento devono dar conto al territorio e alle persone che abitano quel territorio”.
“Occorre maggiore flessibilità nel negoziato tra Baritech e tutti i manifestatori di interesse che approcceranno all’ipotesi di reindustrializzazione-  spiega Leo Caroli a capo della Task force regionale –  perché si rischia che la rigidità dell’uno scontrandosi con quella dell’altro, porti ad un vero e proprio fallimento. Occorre un comune obiettivo: l’avvio di nuove attività anche diversificate in quel sito produttivo e la ricollocazione dei dipendenti. Oltre questo ribadisco –  continua Caroli –  che abbiamo bisogno di nuove misure che rendano attrattiva la reindustrializzazione. Queste misure non possono che essere pubbliche e a carico della Regione. Un pacchetto “made in Puglia” che accompagni i lavoratori verso la riqualificazione e renda sostenibile l’impegno di reindustrializzazione da parte degli investitori”, conclude Caroli.
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