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Il numero totale di lavoratori parasubordinati contribuenti (professionisti più collaboratori) è passato da 1.434.856 del 2015 a 1.351.081 nel 2020. Dai dati dell’Inps si nota una riduzione dei collaboratori dal 2015 al 2016 (-17,4%), una stabilizzazione nel 2017 (+0,1%), un incremento tra il 2017 e il 2018 (+2,4%), una lieve crescita tra il 2018 e il 2019 (+0,8%) e di nuovo una riduzione tra il 2019 e il 2020 (-1,7%). Questi i dati dell’osservatorio sui lavoratori parasubordinati, che riporta l’andamento del periodo 2015-2020 delle informazioni su professionisti e collaboratori iscritti alla Gestione separata.

Per lavoro parasubordinato si intendono quei rapporti di collaborazione svolti in modo continuativo nel tempo, coordinati con la struttura organizzativa del datore di lavoro committente, in modo prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione.

I professionisti, al contrario, registrano una crescita dal 2015 al 2020 pari al 29,6%. Tali variazioni sono dovute sia alle dinamiche del mercato del lavoro sia a interventi del legislatore. Innanzitutto, la riforma Fornero, che ha introdotto restrizioni sulle collaborazioni coordinate e continuative; successivamente, il Jobs Act, il quale – nel settore privato – ha limitato le collaborazioni a quelle “a progetto”, lasciando sopravvivere le collaborazioni coordinate e continuative solo in ambito pubblico. Un effetto sugli andamenti del numero di collaboratori e professionisti, inoltre, è dovuto anche alle continue variazioni delle aliquote di contribuzione.

La quota di donne è diminuita nella tipologia dei collaboratori, mentre è aumentata in quella dei professionisti: nel 2015 era il 39,1% tra i collaboratori e il 41,9% tra i professionisti; nel 2020 tali valori sono rispettivamente 36,8% e 45,3%.

Per quanto riguarda l’età, nel periodo 2015–2020 il dato aggregato dei collaboratori e professionisti rileva che sono diminuiti del 14,1% gli under 30, del 5,9% i lavoratori tra i 30 e i 59 anni, mentre per quelli da 60 in poi si è avuta una lieve crescita (+2,4%).

Dal punto di vista geografico, tra il 2015 e il 2020 la diminuzione rispetto alle tre grandi macroaree è la seguente: -5,6% al Nord, -7,5% al Centro, -4,3% al Sud.

Per i collaboratori si registra una continua crescita del reddito medio, mentre per i professionisti si registra una lieve riduzione fino al 2017, una lieve ripresa nel 2018 e nel 2019 e una consistente diminuzione nel 2020 ascrivibile agli effetti della pandemia.

Nel rapporto sono disponibili, per la sola tipologia dei collaboratori, ulteriori variabili di dettaglio, come il numero di committenti: il 47,7% dei collaboratori risulta essere esclusivo e mono-committente, con un reddito medio annuo inferiore a 20mila euro, e il reddito medio degli uomini è quasi il doppio di quello delle donne.


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