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La mobilità urbana cambia anche a Bari nel segno delle piste ciclabili light. Sul lungomare Nazario Sauro è stato tracciato da pochi giorni il percorso light, realizzabile con la sola segnaletica orizzontale e con linea continua o tratteggiata a 1,5 metri di distanza dal margine della corsia di destra in entrambi i sensi di marcia, corredata da pittogrammi.

Così biciclette o monopattini condividono la carreggiata con le automobili in modalità promiscua. Questa pista ciclabile ha creato numerose polemiche, in quanto considerata pericolosa perché senza divisori in cemento o gomma. Il Comune però ha applicato la legge 120 del 2020 per arrivare allo standard degli altri paesi europei. Più ciclabili, più economiche e facili da realizzare.

La norma infatti indica un confine della bike lane, come semplice striscia bianca continua e discontinua. E le biciclette quando percorrono quel tratto condiviso hanno sempre precedenza sulle auto, mentre in prossimità delle fermate degli autobus, sono le bici a dover dare la precedenza.

Poche e semplici regole, il rischio incidenti però non è trascurabile soprattutto fin quando tutti gli utenti della strada (dagli automobilisti ai ciclisti ai pedoni) non avranno piena consapevolezza delle stesse regole della strada. Secondo un report della rivista The Conversation, del Regno Unito, il modello green resta la priorità: “Le automobili sono intrinsecamente inefficienti e diseguali nel loro utilizzo di suolo e risorse. In media trascorrono il 96 per cento del tempo parcheggiate, occupando una parte considerevole di spazio urbano che potrebbe essere destinato a fini più utili come alloggio o parchi pubblici”.


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