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Nuovi dati consolidano ulteriormente il profilo di efficacia dell’anticorpo monoclonale nirsevimab sul virus respiratorio sinciziale (Rsv), che nei neonati e bambini nei primi anni di vita è la causa più comune di infezioni del tratto respiratorio inferiore, come bronchiolite e polmonite. Inoltre, l’Rsv è anche una delle principali cause di ricoveri per i neonati, la maggior parte dei quali si verificano in bambini nati sani nati a termine.

Nirsevimab ha dimostrato un’efficacia del 79,5% contro le infezioni del tratto respiratorio inferiore che richiedono assistenza medica, come bronchiolite o polmonite, causate da Rsv nei bambini nati a termine o pretermine che entrano nella loro prima stagione di virus respiratorio sinciziale. L’efficacia dimostrata consiste nella riduzione del rischio relativo rispetto al placebo e deriva da un’analisi dei risultati degli studi registrativi di fase 3 MELODY e di fase 2b (prespecified pooled analysis). I campioni di sangue prelevati dai neonati a cui è stato somministrato nirsevimab presentano un numero di anticorpi neutralizzanti da RSV 50 volte superiore al giorno 151 (5 mesi dopo) rispetto alle concentrazioni presenti prima della somministrazione di una dose. I dati sono stati presentati al 40° incontro annuale della Società Europea per le Malattie Infettive Pediatriche (ESPID) dal 9 al 13 maggio ad Atene.

“L’Rsv- spiega Eric Simões, della UC Denver School of Medicine – rimane la causa più comune di infezioni del tratto respiratorio inferiore nei neonati e provoca epidemie stagionali a livello globale ogni anno. Queste nuove analisi rafforzano il potenziale di nirsevimab nel proteggere tutti i neonati durante la stagione del virus respiratorio sinciziale con una singola dose, il che potrebbe portare a un cambiamento di paradigma nella prevenzione stessa del virus”. Nirsevimab è sviluppato da Sanofi e AstraZeneca: è un anticorpo monoclonale sperimentale a lunga durata d’azione progettato per proteggere, con una singola dose, in dosaggio fisso e siringa preriempita, tutti i neonati nella loro prima stagione di Rsv. La sicurezza e l’efficacia di nirsevimab sono attualmente in fase di valutazione con una procedura di accelerata da parte dell’Ema, Agenzia europea dei medicinali.


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