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“Non è giusto, è arrivato il momento di dire basta e denunciare. Non dobbiamo stare zitti perché la società non ci vuole”. E’ il racconto di uno dei ragazzi vittime dell’aggressione omofoba avvenuta al parco Rossani.

La comunità del Bari Pride, insieme a tanti altri cittadini, ha deciso di reagire e tornare in strada per ribadire la ferma condanna. Ieri sera, l’episodio più grave: l’aggressione brutale ai danni di alcuni ragazzi, all’interno del parco Rossani, con il sindaco Antonio Decaro che ha immediatamente richiesto l’intervento della Prefettura e delle Forze dell’ordine oltre che della Polizia locale per acquisire le immagini delle telecamere.

“All’inizio erano una decina di persone contro due – racconta nel video -, però non succede niente, poi tornano dove noi eravamo appostati per il compleanno per iniziare a sfotterci con le classiche parole che si dicono a quelli come me: fr…, pu…, pezzi di m…, diversi, bastarti, emo, autolesionisti”.

“Dagli insulti si passa alle provocazioni, però anche fisiche a minacciare, a stuzzicare, a cercare di provocare una reazione alle persone. Arrivano questi rinforzi e su buttano in cinque su di lui, tirano calci pugni, qualsiasi cosa, sia lui che il festeggiato ci hanno fatto da scudo per far si che non si buttassero su di noi. Sono iniziati anche voci false, come io so i nomi dei ragazzi”, conclude la testimone.

Il sindaco Decaro non ha partecipato al sit in per un impegno precedente. Ma ha parlato con la persona aggredita e ha assicurato l’impegno nel trovare gli aggressori.

“Grazie alle immagini riprese dalle telecamere posizionate all’interno del parco, ho fiducia che il lavoro delle forze di polizia garantirà in tempi molto brevi alla giustizia gli autori della vile aggressione di ieri sera ai danni dei ragazzi all’interno del parco Rossani – ha detto Decaro – Nel pomeriggio ho sentito al telefono le vittime di questo episodio. Ho dato loro l’abbraccio della città e le ho invitate a tornare a Bari. Senza paura. Perché nessuno a Bari deve avere paura di camminare per strada, di stare in un parco o di essere quello sente di essere. I ragazzi che invece ora affronteranno le conseguenze della giustizia, spero capiscano presto quello che hanno fatto e che questo episodio possa servire a tutti per capire che per i violenti non c’è futuro” .


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