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I ‘forasacchi’ sono una calamità per i cani. Un vero e proprio pericolo per i nostri amici a quattro zampe. A Bari in questi giorni continuano a salire purtroppo i casi di cani portati d’urgenza dai veterinari per rimuovere la spiga. Chi possiede un cane sicuramente conosce il ‘forasacco’ e di quanto possa essere fastidioso. Si tratta di graminacee selvatiche comuni, volgarmente note come ‘forasacchi’, componenti della spiga di specie vegetali diffuse ovunque; fin quando sono verdi sono innocue, ma quando si seccano si trasformano in piccoli aghi che si disperdono nell’ambiente.

“E’ sicuramente un problema stagionale – spiega il dottore Vincenzo Buono –  Però quest’anno il caldo sta facendo sicuramente aumentare l’incidenza di questo fenomeno ed è molto più percepito anche dai proprietari dei cani. Arrivano casi da tutta la città e da tutte le zone  – prosegue il veterinario –  Cani con forasacchi infilati nelle dita, nel naso, nelle orecchie o forasacchi migranti, cioè che si muovono all’interno del corpo dell’animale”.

“La città ne è piena – precisa ancora Buono –  E’ ovunque, non solo nelle aree verdi ma anche per strada. Una azione di diserbo non è in grado di ridurre il problema, perché sono presenti in zone incolte e  bruciare la sterpaglia sarebbe troppo pericoloso. Non esiste una prevenzione – continua il veterinario –  Sono maggiormente a rischio i cani da caccia, che usano portare il muso prettamente a terra e quindi il forasacco penetra nel naso da dove poi migrano, nei casi più gravi, nelle vie respiratorie. Di solito ci si accorge che il cane ha un forasacco nel naso quando continua a starnutire tentando di espellerlo”.

“I cani con le orecchie lunghe, tipo i cocker o similari, possono raccogliere la spiga con il pelo, ma in questi casi riusciamo ad estrarla senza grandi difficoltà. Nei cani a pelo lungo si infilano nel manto creando delle ferite cutanee. Essendo delle spighe di vegetali portano all’interno del cane batteri creando delle infezioni”, conclude.


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ConfagricolturaBari

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