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Insegnanti che cambiano ogni anno e – se arrivano – arrivano ben oltre l’inizio dell’anno scolastico. La prima campanella è già suonata, ma in molte scuole il sostegno è un miraggio. A mancare nelle scuole, quindi,  non è solo il personale Ata e molti docenti ma anche gli insegnanti che dovrebbero seguire i bambini e i ragazzi con disturbi comportamentali e psichici. Le conseguenze sono facili da intuire: sono scolari e studenti che restano indietro e che trascorrono le ore di scuola in totale isolamento.

Altra questione che ogni anno si ripete assieme alla solita vergogna che si consuma nelle aule: bambini e ragazzi con difficoltà cognitive, costretti a trascorrere le ore di scuola abbandonati a loro stessi. “Ci sono 6mila posti in deroga – spiega Roberto Calienno (Cisl scuola). Se il sostegno è un diritto, considerando anche l’altissima richiesta che avanza dalle scuole, è allora forse arrivato il momento di stabilizzarli. Queste ragazze e questi ragazzi hanno bisogno di continuità. E invece ogni anno si ritrovano a cambiare insegnante. Così – sottolinea – non garantiamo il meglio per loro”.

Intanto il prossimo 30 settembre è prevista una protesta dalle ore 16 alle ore 18 in piazza Prefettura a Bari. “Da tempo – scrivono in una nota i sindacati  – denunciamo la carenza di organico del personale ATA assegnato alle scuole della Regione Puglia resa ancora più evidente in questi durissimi anni di pandemia in cui il personale ATA, al pari del personale docente e dirigente, ha mostrato serietà, impegno, dedizione e attaccamento al lavoro e alla professione, garantendo sicurezza e salute in un contesto lavorativo in cui il virus ha un elevato potenziale di contagiosità. Abbiamo sempre richiesto il recupero dei tagli che furono apportati anche agli organici degli amministrativi, dei tecnici e dei collaboratori scolastici quando furono tagliati 45mila posti nel triennio 2008- 2011 (in Puglia il taglio fu di 4.000 unità) e la richiesta dell’organico aggiuntivo Covid anche per quest’anno scolastico si muove con coerenza in quella direzione negativa.

Infatti, lo scorso anno scolastico in Puglia – proseguono – su 55mila posti di organico aggiuntivo a livello nazionale, sono state assegnate risorse utili per attivare 4.088 contratti a tempo di lavoro determinato, di cui 3.146 di personale ATA e 942 docenti. Ma, purtroppo, per l’anno scolastico in corso il governo Draghi non ha inteso riconfermare le risorse necessarie alla riattivazione dell’organico aggiuntivo Covid, determinando situazioni di grave difficoltà nelle scuole pugliesi, non soltanto per la gestione degli spazi ma anche per il supporto agli alunni disabili il cui numero è salito, negli ultimi 5 anni, da 17893 a 20708, con un incremento, solo nell’ultimo anno, di 625 unità”.

L’Ufficio Scolastico Regionale (USR Puglia) ha concesso in prima istanza una tranche di 740 posti in deroga ATA, (di cui 254 assistenti amministrativi, 13 assistenti tecnici, 469 collaboratori scolastici, 1 infermiere e 3 collaboratori addetti aziende agrarie) e, dopo la pressione delle sigle sindacali regionali unitarie, nelle ultime ore, ha autorizzato ulteriori 94 posti in deroga. Non sufficienti per soddisfare la domanda delle scuole.


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