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Sono migliaia gli studenti e le studentesse baresi che oggi sono scesi in piazza in occasione della mobilitazione indetta dall’Unione degli Studenti, Link, Zona Franka e Rete Puglia. Al centro della protesta la contrarietà al Piano Scuola immaginato dal neo-Ministro Valditara e agli orientamenti sull’istruzione del Governo Meloni. Le rivendicazioni si estendono anche al livello regionale e comunale chiedendo la piena applicazione della Legge Regionale per il Diritto allo Studio e la promozione di servizi essenziali per gli studenti quale un piano per la mobilità gratuita e il libero accesso ai contenitori culturali.

“Nelle ultime settimane si sono susseguite le dichiarazioni del Ministro Valditara, autore della riforma Gelmini e di più di 8 miliardi di tagli all’istruzione pubblica nelle sue precedenti esperienze – dichiara Massimiliano Giove dell’Unione degli Studenti Bari – che nel suo insediamento ha ribadito l’orientamento di questo Governo: per una fantomatica ‘scuola del merito’ e per l’implementazione selvaggia dei percorsi scuola-lavoro. Non sono bastati tre ragazzi morti nel corso di un anno in percorsi formazione-lavoro e una pandemia che ha palesato le problematiche strutturali del sistema educativo per far cambiare idea a queste persone. Vogliamo una riforma della scuola scritta a partire dai bisogni di noi studenti e studentesse che parli di accesso gratuito all’istruzione, fondi per il trasporto pubblico e la sicurezza degli edifici. Lo diciamo in più di 40 piazze italiane. Alla Regione Puglia chiediamo la piena applicazione della Legge Regionale per il Diritto allo Studio per garantire l’istruzione gratuita a tutti gli studenti e le studentesse. Studiare non può essere un lusso, le scuole non devono essere fabbriche di morte ma laboratori in cui seminiamo il presente e futuro del Paese”.

“Sono più di 50mila gli studenti e le studentesse delle Università baresi – prosegue Gennaro Cifinelli, Coordinatore di Link Bari. – che vivono, consumano, lavorano in questo territorio ma dei quali nessuno sembra occuparsi. Trovare un alloggio a prezzi accessibili è sempre più un miraggio: sono centinaia gli studenti e le studentesse che a Bari hanno avuto difficoltà in questo senso. Le istituzioni si facciano carico della situazione insostenibile a cui studenti e studentesse di scuole e Università sono sottoposti: i costi sono spesso proibitivi, chiediamo un vero sistema di diritto allo studio che garantisca a studenti fuorisede e in sede di poter continuare a studiare nella nostra città senza gravare sulle spalle delle famiglie. Al termine della manifestazione incontreremo l’Amministrazione Comunale per presentare la nostra piattaforma rivendicativa per una città a misura di studenti e studentesse”.

“I cortei e le mobilitazioni del 18 novembre sono solo un punto di partenza – conclude Carolina Velati, Coordinatrice di Zona Franka –  gli studenti e le studentesse tornano nelle piazze dopo gli anni bui della pandemia per pretendere che non si torni alla situazione precedente ma si impari da questi anni che serve investire nella coesione sociale e nei diritti dei più vulnerabili, tra i quali studenti, studentesse, lavoratori e lavoratrici. Vogliamo spazi culturali e sociali fruibili gratuitamente dalla comunità studentesca, un piano della mobilità che fornisca corse gratuite agli studenti e negli orari notturni per garantire un pieno diritto alla mobilità. Comune, Governo e Regione prendano in carico i bisogni degli studenti e delle studentesse e forniscano risposte in questo senso. Al termine della manifestazione il corteo degli studenti si è unito al presidio dei lavoratori della Baritech in lotta per il mantenimento del posto di lavoro: la lotta è la stessa, studenti e lavoratori si mobilitano uniti per il miglioramento delle condizioni di vita e lo sviluppo sostenibile del territorio. La lotta continua” .


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