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Non è mai sparita l’Aids. Non ha mai fatto un passo indietro. Se ne parla meno, questo sì, ma il virus continua a diffondersi. Il 1° dicembre, giornata mondiale di lotta all’Aids, è sempre un’occasione per fare il punto. Per ricordare a tutti che se è vero che di Aids si muore sempre meno, grazie ai passi fatti dalla scienza, è anche vero che continua a girare, a insidiarsi soprattutto tra i giovanissimi. Ecco perché diventa fondamentale fermarla grazie alla diagnosi precoce che consente di cominciare subito le terapie.

“EQUALIZE”, promuovere uguaglianza: la lotta alle disuguaglianze è il tema scelto da UNAIDS per questo primo dicembre, World AIDS Day 2022 (WAD), Giornata mondiale di lotta all’AIDS. Uno slogan ma anche una chiamata all’azione della massima urgenza se si vuole davvero sconfiggere l’AIDS entro il 2030, come previsto dagli obiettivi ONU per uno sviluppo sostenibile (SDGs). “Le disuguaglianze frenano i progressi della lotta all’AIDS”: è l’allarme lanciato con forza dal programma ONU, nella nota che promuove la WAD 2022, tanto più alla luce dei dati globali disponibili: “I nostri dati – sostiene UNAIDS- rivelano come a causa del COVID e di altre crisi globali, i progressi contro la pandemia abbiano subito un rallentamento e le risorse disponibili si siano ridotte considerevolmente. Di conseguenza, milioni di vite sono a rischio”.

Il fenomeno è direttamente connesso al calo delle risorse globali disponibili, infatti, nell’ultimo decennio, l’assistenza per l’HIV da parte di donatori, diversi dagli Stati Uniti, è crollata del 57%; il risultato è che nel 2021, le risorse internazionali disponibili sono risultate inferiori del 6% rispetto al 2010. Le disuguaglianze nell’accesso universale alle cure sono in aumento sia tra i paesi, sia all’interno dei paesi stessi; per questo UNAIDS chiede uno sforzo senza precedenti da parte degli Stati membri per colmare il gap tra persone, paesi e gruppi di popolazione.

Per fare di “EQUALIZE” non solo uno slogan ma un modo d’agire, il programma ONU indica anche alcune azioni concrete:

Aumentare la disponibilità, la qualità e l’adeguatezza dei servizi, per il trattamento, i test e la prevenzione dell’HIV, in modo che tutti ne siano adeguatamente coperti.

Riformare le leggi, le politiche, le pratiche per contrastare lo stigma e l’esclusione sociale delle persone che vivono con l’HIV e delle popolazioni chiave ed emarginate, in modo che tutti ricevano rispetto e siano accolti.

Garantire la condivisione della tecnologia, tra le comunità e tra il Sud e il Nord del mondo, per consentire un accesso equo alle migliori innovazioni scientifiche sull’HIV.

Le comunità saranno in grado di utilizzare e adattare il messaggio “Equalize” per evidenziare le particolari disuguaglianze che devono affrontare e sollecitare le azioni necessarie per affrontarle. Ai governi, UNAIDS rivolge, infine, un pressante appello: “mancano solo otto anni all’obiettivo del 2030 di porre fine all’AIDS come minaccia per la salute globale. Le disuguaglianze economiche, sociali, culturali e legali devono essere affrontate con urgenza. In una pandemia, le disuguaglianze aggravano i pericoli per tutti. I leader mondiali agiscano esercitando una leadership coraggiosa e responsabile”.

Il CAMA LILA sui dati ISS – L’Italia in ritardo su prevenzione e sommerso: troppe le diagnosi tardive. Come c’era da attendersi, anche in Italia i dati appena diffusi dall’istituto Superiore di Sanità sull’andamento dell’infezione nel 2021 evidenziano un aumento delle nuove diagnosi rispetto allo scorso anno: 1770, con un’incidenza di tre nuove diagnosi ogni 100mila abitanti. L’anno precedente le segnalazioni erano state invece 1.303 con incidenza di 2,2 casi per 100mila residenti. I casi segnalati restano, comunque, al di sotto dei duemila annui, lievemente più bassi di quelli del 2019 e in linea con il calo in corso dal 2012. Pur registrando un’incidenza inferiore alla media europea nel nostro paese continuano a infettarsi quasi cinque persone al giorno, un dato che non ci lascia affatto tranquilli. Per il 44% le nuove diagnosi hanno riguardato persone eterosessuali (il 27,2% uomini e il 16,8% donne) mentre gli MSM, uomini che fanno sesso con altri uomini, sono stati il 39,5%. Le persone che s’iniettano droghe costituiscono il 4,2% del totale. Il peggioramento era, purtroppo, atteso, visto che il Covid ha frenato per due anni le, già scarse, iniziative di prevenzione in campo inibendo, soprattutto, l’accesso ai servizi, test per l’HIV in particolare. In Puglia sono 90 le persone che si sono contagiate nel 2021. In totale sono 1.388 i positivi.

A preoccupare ancora di più è la percentuale di diagnosi tardive, un fenomeno che il Covid ha contribuito a peggiorare ma che è in costante crescita dal 2015. Nel 2021, ci dicono i dati dell’ISS, il 63,3% delle nuove diagnosi é arrivato con grave ritardo, quando cioè le persone erano già In AIDS o prossime a questa condizione. A ricevere diagnosi tardive sono stati soprattutto gli uomini eterosessuali, ben i tre quarti di questo gruppo, seguiti dalle donne eterosessuali (due terzi quelle con diagnosi tardive); tra le donne, inoltre, il 10% ha saputo della propria positività solo in occasione degli screening per la gravidanza. Tra i 382 nuovi casi di AIDS segnalati nel 2021, ben l’83% aveva scoperto di avere l’HIV solo pochi mesi prima della diagnosi, sei mesi prima al massimo.

“Quello delle diagnosi tardive – spiegano dal Cama Lila – è un fenomeno inaccettabile alla luce dei vantaggi che una diagnosi precoce può offrire sia per la salute pubblica, sia per la salute dei singoli. Un accesso tempestivo alle terapie antiretrovirali, infatti, può preservare al meglio la salute delle persone con HIV e, grazie alla soppressione della carica virale, rendere il virus non trasmissibile ai/alle partner sessuali secondo l’evidenza scientifica U=U. Il nostro Paese, dunque, deve recuperare in fretta il ritardo accumulato nel contrasto al sommerso e sulla prevenzione; è urgente rendere molto più accessibile il test, anche con l’aiuto del terzo settore, implementare programmi di prevenzione verso tutti i target e rendere subito rimborsabile la PrEP, la Profilassi Pre-Esposizione”. Dalla LILA critiche anche al Ministero della Salute che, quest’anno ha reso noti i dati con notevole ritardo: questa è una decisione che rischia di sottrarre al dibattito pubblico preziosi strumenti di riflessione nel periodo dell’anno in cui l’attenzione al tema HIV è più alta.

Il CAMA LILA si impegna da anni a diffondere corrette informazioni sulla prevenzione, a favorire l’accesso al test e a diffondere il messaggio U=U. Lo faremo con convinzione ancora maggiore in occasione di questo primo dicembre, in tutte le iniziative e i dibattiti in programma. Durante questa giornata saremo in campo con l’offerta di test rapidi, punti informativi, iniziative in università e luoghi di ritrovo. Segue programmazione iniziative:

1 Dicembre 2022
dalle 10:00 alle 13:30
Banchetto informativo con animazione
Via Argiro angolo Via Melo, Bari
Distribuzione di materiale informativo e condom;
Distribuzione AUTO TEST

Dalle ore 18.30 a mezzanotte, in piazza del Ferrarese, test salivari HIV-HCV gratuiti con il supporto di medici della Clinica Universitaria Malattie Infettive e Tropicali e dei volontari di Medici con l’Africa Cuamm Bari.

Dalle ore 18.30 alle 21, in piazza Umberto, a bordo del camper dell’Unità di Strada, sarà possibile sottoporsi, in modo gratuito ed anonimo, al test HIV salivare a risposta rapida e test HCV, con counselling pre e post test.

Prima di effettuare lo screening si raccomanda di astenersi dal bere, fumare e mangiare per almeno 30 minuti; l’esito del test verrà consegnato 20 minuti dopo la sua somministrazione. Se il test risulterà reattivo (ovvero preliminarmente positivo), verrà favorito l’accesso ad un centro specializzato per poter eseguire un test di conferma convenzionale ed essere inseriti in un programma di cura.

Alle prime luci della sera, la fontana di piazza Umberto si colorerà di rosso.


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