DOMENICA, 15 FEBBRAIO 2026
87,246 ARTICOLI
Dir. resp.:Adalisa Mei
redazione@borderline24.com
87,246 ARTICOLI

 

Direttore Responsabile: Adalisa Mei
Per segnalazioni: redazione@borderline24.com

Presenza di frammenti di cemento-amianto sulle coste tarantine: lo studio dell’Uniba

Pubblicato da: redazione | Mar, 7 Marzo 2023 - 16:00
coste tarantine

Un recente studio di rilevanza internazionale condotto da un gruppo di ricerca di Uniba ha rilevato la presenza di grandi quantità di cemento-amianto e rifiuti di ogni genere sulla costa tarantina. Il gruppo di ricerca è coordinato dal professore Massimo Moretti, docente di sedimentologia, presso il dipartimento di scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari (UniBa), coordinatore del corso di laurea in scienze ambientali di UniBa con sede a Taranto ed  Editor-in-Chief della rivista Sedimentary Geology.

Lo studio, a firma di S. Lisco, I. Lapietra, R. Laviano, G. Mastronuzzi, T. Fracchiolla, M. Moretti, dal titolo ‘’Sedimentological features of asbestos cement fragments in coastal environments (Taranto, southern Italy”) è stato pubblicato di recente sulla rivista Marine Pollution Bulletin. È il primo studio ad indagare l’origine di un fenomeno molto diffuso a livello mondiale: la presenza di frammenti di cemento-amianto sulle spiagge sabbiose.

I materiali in cemento-amianto (Acm) sono diffusi negli ambienti costieri a seguito di attività di scarico illegali. Questo studio si concentra sull’area tarantina (Italia) nel bacino del Mar Grande. La presenza di accumuli di materiali da costruzione contenenti elevate quantità di Acm nella zona costiera, la loro progressiva erosione, il trasporto e la deposizione nella baia di Marechiaro costituiscono un grave pericolo ambientale. Una metodologia di ricerca interdisciplinare definisce la successione temporale degli scarichi, i processi e le fasi erosive, la diffusione dell’Acm sull’adiacente spiaggia, le caratteristiche mineralogiche e lo stato fisico dell’Acm.

I risultati dell’indagine mostrano che le operazioni di scarico di questi materiali cominciano nei primi anni ’90 e terminano prima del 2000. Essi formano una falesia marina soggetta a continua erosione sviluppando una vera e propria spiaggia con sabbie composte prevalentemente da questi sedimenti artificiali inquinati.

Il sito, dopo le prime segnalazioni, è stato posto sotto sequestro e il Comune di Taranto si appresta a programmare interventi di bonifica.

Queste pratiche di sversamento di materiali di risulta in mare sono molto diffusi per esempio in Inghilterra e in Italia (Bagnoli, Bari, Siracusa, Trieste). Analizzare nel tempo i processi di modificazione fisica e di alterazione cui questi materiali sono soggetti è importante perché la pericolosità del cemento-amianto è legata alla sua friabilità (stato fisico). Maggiore è il trasporto lungo la costa, maggiore sarà la dispersione delle fibre di amianto in mare e sulla costa. Queste possono raggiungere dimensioni tali da entrare nell’apparato respiratorio dei bagnanti, costituendo un reale pericolo per la loro salute.

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24.com
Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

Puglia: a San Valentino i fiori...

Per San Valentino, il romanticismo in Puglia si celebra soprattutto con...
- 14 Febbraio 2026

Bari, il Bosco sociale di Loseto...

Prende forma, giorno dopo giorno, il nuovo Bosco sociale di Loseto....
- 14 Febbraio 2026

Cancro uroteliale avanzato, in Italia disponibile...

È disponibile in Italia una nuova opzione terapeutica di prima linea...
- 14 Febbraio 2026

Social e minori, Malpezzi: “L’Italia acceleri,...

L’Italia deve “accelerare” sul tema dell’accesso dei minori ai social network...
- 14 Febbraio 2026