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Si ammalò per l’amianto a Taranto, riconosciuta pensione anticipata

E' stata impiegata all'Arsenale del capoluogo jonico

Pubblicato da: redazione | Lun, 30 Settembre 2024 - 15:49
Martello-della-Giustizia

Il Tribunale del Lavoro di Taranto ha riconosciuto il diritto a percepire la pensione anticipata e le maggiorazioni contributive a una impiegata tecnica dell’Arsenale militare che aveva lavorato anche a bordo di navi in presenza di amianto, malattia che le aveva provocato – secondo quanto accertato da una consulenza – un carcinoma ovarico. Il giudice monocratico Miriam Fanelli ha condannato l’Inps a pagare in favore della ricorrente, assistita dall’avv. Fabrizio Del Vecchio, la somma di oltre 58mila euro a titolo di arretrati (dall’1 ottobre del 2018 all’1 luglio 2021, ovvero quando aveva ottenuto la pensione ‘quota 100’), oltre accessori e rivalutazione con le decorrenze di legge. Sono stati riconosciuti i benefici pensionistici previsti per il periodo 1993-2003, in aggiunta a quelli già riconosciuti dall’Inail per il periodo 1979-1992. “Dalla documentazione in atti – scrive il giudice nella sentenza – si desume che nel periodo successivo al 1992, per cui la ricorrente chiedeva il riconoscimento dell’esposizione”, la stessa “continuava a svolgere le medesime mansioni per cui l’Inail (con sentenza del 10 settembre 2019, ndr) aveva già riconosciuto l’esposizione qualificata ad amianto”.

Sotto tale profilo, “la ricorrente – è detto ancora nella sentenza – risulta aver lavorato come impiegata tecnica nel settore navalmeccanico dal 1984 al 2012 e il curriculum lavorativo della ricorrente non evidenzia alcun mutamento di mansioni”. Vi è inoltre prova del requisito “della natura professionale della malattia – sottolinea il giudice del Lavoro – da cui è affetta la ricorrente, quale conseguenza dell’esposizione protratta ad amianto già dimostrata dalla stessa anche per il periodo 1993-2003”. Le risultanze della consulenza medica “consentono di affermare – si aggiunge – che la neoplasia ovarica diagnosticata alla ricorrente può essere posta in connessione (quantomeno) concausale con l’esposizione ad amianto avvenuta nel corso dell’attività lavorativa espletata dalla stessa dal 1979 al 2013”.

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