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Fertilizzante dalla posidonia spiaggiata, progetto in Sardegna

Si chiama "Posidonia garden"

Pubblicato da: redazione | Mar, 4 Marzo 2025 - 11:41
Alghe porticciolo Palese 2

Dal trattamento dei rifiuti spiaggiati della Sardegna nasce il primo terriccio organico realizzato con la posidonia oceanica raccolta sulle coste dell’isola. Si chiama “Posidonia garden”: la sabbia recuperata, che diversamente sarebbe finita in discarica o nel retro spiaggia, viene lavata, depurata e riportata sull’arenile di provenienza, contribuendo in questo modo a contrastare il fenomeno dell’erosione costiera e mantenendo le caratteristiche dimensionali e cromatiche delle spiagge dell’isola.

La posidonia una volta lavata, separata dalla sabbia, dai rifiuti e privata dei cloruri diventa invece una nuova risorsa ricca di nutrienti. Grazie ad agronomi specializzati sono state predisposte ricette di composizione per soddisfare le esigenze in diversi settori, il terriccio è disponibile in quattro diverse tipologie pensate per il settore agricolo e vivaistico e destinate ai garden center della Sardegna. Il progetto è stato sviluppato dal gruppo Esposito, un’azienda bergamasca che realizza tecnologie per il recupero dei rifiuti, con oltre 12 impianti attivi in Italia o oltre 400mila tonnellate di rifiuti trattate ogni anno.
“Posidonia garden” nasce nel primo impianto di lavaggio brevettato e certificato Epd (Environmental product declaration) per il trattamento dei rifiuti spiaggiati in grado di recuperare sabbia pulita da riportare sull’arenile di provenienza e posidonia priva di sabbia, rifiuti e cloruri per la produzione di terriccio organico. L’impianto si trova a Quartu Sant’Elena (Città metropolitana di Cagliari) ma presto se ne affiancherà un altro ad Alghero (San Marco).
“Posidonia Garden non è un semplice prodotto, ma un vero e proprio esempio di economia circolare, perché ci permette di trasformare in una nuova risorsa la posidonia prelevata dalle spiagge sarde che ormai ha cessato il suo ciclo di vita naturale – spiega Ezio Esposito, fondatore del gruppo – Attraverso la tecnologia del Soil Washing, implementata nel nostro impianto in Sardegna, siamo in grado di ottenere materie prime di alta qualità e registriamo in media circa il 60% di sabbia, il 7-8% di rifiuti misti, per lo più plastiche e microplastiche e il 25% di posidonia”.

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