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Sequestrate cave di marmo a Trani e Bisceglie per violazioni ambientali

Gli accertamenti hanno evidenziato condotte quali l’abbandono e la gestione illecita di rifiuti provenienti dalle attività estrattive - VIDEO

Pubblicato da: redazione | Sab, 9 Agosto 2025 - 08:39
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Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica ed emesso un decreto di sequestro preventivo di tre aziende attive nella estrazione del marmo, ubicate nei territori di Bisceglie e Trani. L’esecuzione del provvedimento è stata affidata ai militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Bari che hanno operato congiuntamente al Reparto Operativo del Comando Provinciale BAT.

Il sequestro rappresenta l’esito cautelare di una complessa e articolata attività investigativa, avviata dal Nucleo di Vigilanza Ambientale della Regione Puglia – Presidio Foggia e BAT, sviluppata mediante sopralluoghi mirati, rilievi GIS e approfondite analisi documentali, che hanno permesso di ricostruire e documentare una serie di sistematiche violazioni della normativa ambientale e mineraria, attribuite ai dirigenti delle società coinvolte: quattro i soggetti indagati e tre le imprese oggetto di misure.

Gli accertamenti hanno evidenziato condotte quali l’abbandono e la gestione illecita di rifiuti provenienti dalle attività estrattive, l’inquinamento ambientale, l’esecuzione di escavazioni abusive e ampliamenti non autorizzati, nonché interventi su aree soggette a vincoli paesaggistici senza le prescritte autorizzazioni. Sono inoltre emerse significative carenze sotto il profilo della sicurezza e della tutela dei lavoratori, oltre alla mancata adozione di procedure idonee alla prevenzione dei rischi ambientali.

Nell’ambito dell’operazione, sono in corso anche perquisizioni personali e locali.

Tutte le aree di cava, i mezzi aziendali e i beni strumentali oggetto del provvedimento verranno affidati a un amministratore giudiziario, incaricato di garantirne la gestione secondo criteri di legalità e trasparenza, con l’obiettivo di interrompere la prosecuzione delle condotte illecite.

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