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Meningite B e HPV, in Italia coperture insufficienti negli adolescenti

Proteggere gli adolescenti da malattie gravi e prevenibili con i vaccini resta una sfida aperta per il nostro Paese

Pubblicato da: redazione | Sab, 13 Settembre 2025 - 16:22
Meningite Di Tipo C

Proteggere gli adolescenti da malattie gravi e prevenibili con i vaccini resta una sfida aperta per il nostro Paese. In Italia la copertura è infatti ancora insufficiente e disomogenea, soprattutto per quanto riguarda la Meningite B e il Papilloma Virus (HPV)”. È quanto emerso, in sintesi, dall’incontro scientifico-istituzionale dal titolo ‘Fare prevenzione fra strategia e consapevolezza: la coscienza della vaccinazione. Il futuro è nelle nostre mani’, che si è svolto oggi a Roma presso la Sala Capranichetta di piazza Montecitorio. L’evento è stato organizzato da Aristea International con il contributo non condizionante di GSK e MSD.

Nel 2017, intanto, l’Italia ha introdotto la vaccinazione contro la meningite da meningococco B nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) per l’età pediatrica. “Oggi la copertura nei bambini resta lontana dall’obiettivo ministeriale del 90%- hanno fatto sapere gli esperti- fermandosi intorno all’80%, con alcune regioni sotto al 70%. Inoltre, la protezione tende a ridursi nel tempo”. Per gli adolescenti, invece, il PNPV 2023-25 si limita a indicare la vaccinazione solo per i ceppi di meningococco ACWY, molto meno frequenti, lasciando fuori il sierotipo B, che è in realtà il più diffuso e pericoloso. La vaccinazione per la Meningite B non è contemplata né per gli adolescenti mai vaccinati (naive), né per quelli già immunizzati da piccoli (non naive).

“La meningite da meningococco è tra le infezioni batteriche più gravi, con una letalità che varia dal 10 al 20%- ha sottolineato il prof. Massimo Andreoni, direttore scientifico SIMIT e membro del Consiglio Superiore di Sanità- Il sierotipo B è il più diffuso in Italia e il più grave; colpisce soprattutto bambini piccoli e adolescenti. Il rischio di contagio è elevato a causa dei numerosi soggetti asintomatici che possono trasmettere l’infezione”.

Dal 2018 il ‘Calendario per la vita’ raccomanda la vaccinazione per la Meningite B negli adolescenti naive; nel 2025 ha esteso l’indicazione anche a coloro che avevano già ricevuto il vaccino in età pediatrica. L’obiettivo è garantire continuità di protezione in una fascia d’età particolarmente esposta al rischio.

“La vaccinazione nei primi mesi di vita, seppur efficace, perde protezione nel tempo- ha aggiunto il professor Andreoni- perciò il richiamo in adolescenza è fondamentale per garantire continuità di immunità, proteggere le famiglie e ridurre il carico sul sistema sanitario”.

Ad oggi solo 14 regioni hanno scelto di offrire gratuitamente la vaccinazione agli adolescenti, ma “con criteri differenti: alcune solo ai naive, altre anche ai non naive, distinguendo tra chi è stato vaccinato sotto i due anni e chi tra i 2 e i 10”. Una frammentazione che rischia di compromettere l’equità di accesso e di lasciare scoperti molti adolescenti, secondo gli esperti. Da qui la necessità di “uniformare l’offerta su scala nazionale”.

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