Abbandoni nelle campagne, cani legati a catene, animali rinchiusi su balconi o in gabbie, casi di percosse e maltrattamenti difficili da documentare. È questo il quadro che emerge nel Barese, soprattutto fuori dai centri urbani, dove le segnalazioni arrivano spesso in modo frammentario e senza prove immediate.
A raccontarlo è Roberto Ferrara, responsabile regionale di Nogez Puglia, il Nucleo Operativo Guardie Ecozoofile, impegnato sul territorio nella tutela degli animali e dell’ambiente. “Nelle campagne e nelle case private la situazione è complessa – spiega – perché senza elementi concreti diventa difficile procedere con sequestri o interventi formali. Per questo il nostro primo passo non è mai partire in quarta, ma provare a parlare con le persone, capire perché un cane è in quelle condizioni e provare a sensibilizzare”.
Ferrara descrive un approccio che privilegia il dialogo rispetto alla sanzione. “Se troviamo un cane legato a catena o chiuso su un balcone, cerchiamo di far capire al proprietario che quella non è una situazione accettabile. Gli diciamo: se non puoi o non vuoi tenerlo, ti aiutiamo a trovargli un’adozione. Tante volte riusciamo a farci consegnare l’animale bonariamente. A noi interessa il bene del cane, non colpire qualcuno con una multa”. Non mancano però i casi più gravi. “Quando ci sono percosse, bastonate o violenze, siamo molto meno permissivi. In quei casi, se serve, interveniamo con sequestri e denunce. Abbiamo l’accreditamento in Procura e la qualifica di guardie ecozoofile con funzioni di polizia giudiziaria, quindi possiamo fare indagini e redigere verbali con valore probatorio”. Il tema degli abbandoni resta quello più diffuso. “In provincia di Bari e in tutta la Puglia è una piaga quotidiana, forse peggiore dei maltrattamenti – sottolinea Ferrara – spesso è difficile risalire ai responsabili, soprattutto se il cane non ha il microchip. Ci sono animali regalati e poi lasciati per strada, o cani di razze ‘forti’ abbandonati dopo essere stati sfruttati per combattimenti. È un mondo che non si chiude mai”.
Dal 2020 il Nogez Puglia ha scelto questa linea operativa, fatta di presenza sul territorio, prevenzione e intervento solo quando inevitabile. Accanto alle attività di controllo, l’associazione organizza anche seminari, eventi e corsi di primo soccorso per animali, incontri su adozioni, microchip, corretta alimentazione e gestione al guinzaglio. Con l’escalation dei casi però si è reso anche necessario puntare a un incremento dei volontari, da qui l’appello condiviso anche sui social. “Per questa battaglia servono persone con passione per gli animali e per la natura – dice Ferrara – cerchiamo volontari che vogliano diventare guardie ecozoofile, non ‘sceriffi’. È volontariato vero, fatto di impegno e formazione. A Bari oggi siamo una trentina. Stiamo aprendo su Taranto, abbiamo sedi a Lecce e Foggia e siamo in procinto di partire anche su Brindisi”.
Il Nogez ricorda che le guardie ecozoofile, dopo un percorso formativo e un esame, possono giurare davanti al Prefetto e ottenere la nomina ufficiale, con la possibilità di intervenire nei casi di maltrattamento e abbandono previsti dalla legge. “Per informazioni e adesioni, l’associazione invita a contattare la sede di Bari all’indirizzo bari@nogez.it o al numero 320 165 2637. Un invito rivolto a chi, conclude Ferrara -“vuole mettersi in gioco per proteggere chi non può difendersi da solo”.