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Molfetta: è mistero per l’acqua sorgiva presente in zona porto

Pedoni e bancarelle tra pozzanghere e disagi

Pubblicato da: redazione | Lun, 9 Febbraio 2026 - 16:24
foto Brindisireport

Da giorni chi passeggia lungo la Banchina Seminario si trova a destreggiarsi tra pozzanghere che non sembrano voler sparire e pedoni costretti a fare lo slalom tra l’acqua. Quello che all’inizio sembrava un semplice effetto delle piogge persistenti, col passare delle ore ha iniziato a sembrare un mistero tutto da chiarire.

Il punto più critico è quello davanti a Palazzo Dogana, dove l’allagamento è diventato continuo e visibile anche in assenza di precipitazioni. Nel tardo pomeriggio di ieri, prima ancora che ricominciasse a piovere, la strada era già completamente sommersa. A pochi metri dalla facciata dello storico edificio, una pompa idraulica stava riversando acqua direttamente sulla carreggiata, alimentando l’allagamento. Un’acqua apparentemente limpida, ma che da giorni finisce in strada e poi nel porto, senza che vi sia stata finora una spiegazione ufficiale.

Secondo quanto emerso, l’emergenza avrebbe origine nei locali interrati di Palazzo Dogana, dove l’acqua starebbe sgorgando senza sosta da oltre tre giorni, mettendo in difficoltà il resort ospitato all’interno della struttura. Per contenere i danni si è reso necessario l’uso di un’idrovora, entrata in funzione per svuotare gli ambienti allagati. La vicinanza del mare ha limitato, almeno per ora, le conseguenze più gravi, convogliando l’acqua verso il porto, ma il problema resta aperto e circoscritto all’area dell’ex Dogana Vecchia.

Della situazione sono state informate Protezione Civile e Polizia Locale. Il comandante Cosimo Aloia ha spiegato che si è verificata una fuoriuscita d’acqua dai locali interrati e che, attraverso le pareti confinanti, questa si sta spingendo verso il mare. Aloia ha anche precisato che le analisi effettuate indicano che si tratta di acqua pulita, proveniente dalla falda, un elemento che rassicura sotto il profilo ambientale ma che non chiarisce le cause del fenomeno. Anche la Guardia Costiera, interpellata, ha fatto riferimento alla possibile esondazione di cisterne sotterranee presenti nella zona.

Un’area, quella a ridosso del centro antico, storicamente ricca di falde e serbatoi sotterranei, un tempo utilizzati persino per rifornire le autobotti. Proprio questa complessità rende più difficile individuare l’origine esatta dello sversamento. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di lavori eseguiti da privati che potrebbero aver alterato o ostruito il naturale corso della falda, ma non si esclude nemmeno un collegamento con gli interventi attualmente in corso nell’area portuale.

C’è infatti chi mette in relazione l’anomalia con la posa dei blocchi di cemento lungo la banchina del mercato ittico, che potrebbe aver interferito con il deflusso naturale dell’acqua nel sottosuolo. Un sospetto rafforzato da quanto accaduto nelle prime ore di ieri mattina, quando una notevole quantità d’acqua ha iniziato a sgorgare anche lungo Banchina San Domenico, riversandosi nuovamente verso il porto.

In attesa di una nota ufficiale che faccia chiarezza definitiva sulle cause e sugli eventuali interventi da adottare, resta il disagio quotidiano per pedoni, operatori e commercianti, e un mistero che continua a riaffiorare dal sottosuolo, metro dopo metro, sotto gli occhi di tutta la città.

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