Il piano di recupero delle liste d’attesa in Puglia sta cominciando a dare i primi risultati, ma non senza qualche difficoltà. Nei primi giorni dall’avvio, circa 3.315 persone (30%) hanno rifiutato di anticipare visite ed esami, mentre altre 1.503 risultano al momento irreperibili e dovranno essere richiamate.
Nonostante questi intoppi, il totale delle prestazioni già riprogrammate ammonta a 6.315, e nella prima settimana sono stati eseguiti 3.023 esami e visite, con 136 ricoveri già effettuati. Solo sabato scorso, tra colonscopie, risonanze magnetiche, Tac, ecografie e visite specialistiche di cardiologia, oculistica, urologia e pediatria, sono state portate a termine 341 prestazioni, a dimostrazione della complessità e dell’ampiezza dell’operazione.
Il piano, voluto dal presidente della Regione Antonio Decaro, punta a dare priorità a chi ha esigenze più urgenti, con codici U (entro 72 ore) e B (entro dieci giorni) per esami, e A (entro 30 giorni) per ricoveri, in modo da ridurre i tempi di attesa e migliorare l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie.
Tra le strutture che hanno richiamato il maggior numero di cittadini spicca il Policlinico Riuniti di Foggia, con 3.162 persone contattate, 1.199 prestazioni anticipate e 377 già eseguite. La Asl di Barletta-Andria-Trani ha completato 1.095 visite ed esami, mentre la Asl Lecce e l’Oncologico Giovanni Paolo II hanno anticipato rispettivamente 75 e 64 ricoveri.
Decaro ha sottolineato l’importanza del lavoro degli operatori sanitari in questa fase: “Voglio ringraziare tutti gli operatori per aver raccolto questa sfida. Abbattere le liste d’attesa significa migliorare l’offerta sanitaria e rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema”. Il piano proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di raggiungere entro il 30 giugno circa 124.320 prestazioni totali, tra visite, esami e ricoveri, cercando di ridurre le attese e rendere più efficiente la rete sanitaria regionale.